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Parco di Vulci, assolti con formula piena Sergio Caci, Carmelo Messina e Alessandro Fiordomi

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Sergio Caci, Alessandro Fiordomi e Carmelo Messina

Sergio Caci, Alessandro Fiordomi e Carmelo Messina

Montalto di Castro – (sil.co.) – Spese pazze coi soldi del parco di Vulci,  sono stati tutti assolti con formmula piena i tre imputati accusati di peculato per cui lo scorso 14 marzo era ano stai chiesti 4 anni di reclusione.

Sono l’ex sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci, l’ex presidente della fondazione Carmelo Messina e l’ex direttore amministrativo del parco naturalistico e archeologico Alessandro Fiordomi. Nel 2019 sono finiti indagati dalla guardia di finanza della compagnia di Tarquinia per la vicenda Mastarna srl e Fondazione Vulci, totalmente partecipate dal comune di Montalto.

Il processo si è concluso questo pomeriggio davanti al collegio del tribunale di Civitavecchia, che dopo circa un’ora di camera di consiglio li ha prosciolti con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”.

Secondo l’accusa i tre indagati – si legge nella nota della finanza del 13 febbraio 2019 – a far data dall’anno 2012, si sarebbero appropriati di somme di denaro dell’ente utilizzandole per propri fini personali. Furono sottoposti a sequestro beni patrimoniali, disponibilità finanziarie su conti correnti e polizze assicurative per un totale complessivo di oltre 182mila euro.

Sergio Caci era difeso dall’avvocato Attilio Soriani, Carmelo Messina da Andrea Miroli e Alessandro Fiordomi dai legali Claudio Annibali e Andrea Miroli. 

“Oggi si è svolta l’ultima udienza del processo in cui ero imputato insieme ai vertici di Fondazione Vulci – scrive in una nota Sergio Caci – siamo stati assolti perché il fatto non sussiste. Ringrazio tutti coloro che da sempre hanno creduto in noi. La gestione del Parco di Vulci negli anni della nostra amministrazione ha portato solo benefici e vantaggi”.

“Non c’è altro da dire – prosegue Caci – se non tanto rammarico per chi fece una segnalazione dettata dall’odio, dall’invidia, dalla mancanza di consenso, dal rancore, tentando la strada del giustizialismo. E giustizia è fatta. Non posso dire che siano stati anni facili. Ringrazio di nuovo, e non mi stancherò mai di farlo, tutte le persone che mi sono state vicine”.

“Una vicenda che ho pagato, non solo da un punto di vista personale, ma anche politico – conclude – ma oggi è tempo di festeggiare e di rimettersi in marcia e spero di continuare ad avere al mio fianco ognuno di voi. Si chiude un brutto capitolo, ma sono convinto oggi più che mai, che tantissimi altri belli se ne apriranno. Andiamo avanti. Commosso e felice”.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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