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Montalto di Castro - Tra gli imputati l'ex sindaco Caci - L'ex presidente fondazione Messina: "Ecco perché ho offerto il pranzo alla troupe di Alberto Angela" - Al centro presunte spese pazze per decine di migliaia di euro

Parco di Vulci, chieste tre condanne a 4 anni di reclusione per peculato

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Carmelo Messina

Carmelo Messina

Sergio Caci, Alessandro Fiordomi e Carmelo Messina

Sergio Caci, Alessandro Fiordomi e Carmelo Messina

Montalto di Castro – (sil.co.) – Spese pazze coi soldi del parco di Vulci, chiesti 4 anni di carcere per i tre imputati di peculato a processo davanti al collegio del tribunale di Civitavecchia, che deciderà il prossimo 18 aprile. 

Giovedì il pm ha chiesto la condanna per l’ex sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci, l’ex presidente della fondazione Carmelo Messina e l’ex direttore amministrativo del parco naturalistico e archeologico Alessandro Fiordomi. Nel 2019 sono finiti indagati dalla guardia di finanza della compagnia di Tarquinia per la vicenda Mastarna srl e Fondazione Vulci, totalmente partecipate dal comune di Montalto.

“I tre indagati – si legge nella nota della finanza del 13 febbraio 2019 – a far data dall’anno 2012, si sarebbero appropriati di somme di denaro dell’ente utilizzandole per propri fini personali”. Furono sottoposti a sequestro beni patrimoniali, disponibilità finanziarie su conti correnti e polizze assicurative per un totale complessivo di oltre 182mila euro.

“In particolare – prosegue la nota – è stato riscontrato che i fondi dell’ente sono stati utilizzati per acquistare olio extravergine di oliva, spese funebri, alberghi, numerosissimi pranzi e cene cui partecipavano anche esponenti del comune di Montalto con addebito dei conti sulla Fondazione Vulci o sulla Mastarna. Persino il caffè e le bibite dei distributori automatici installati negli uffici dei citati enti venivano spesati con i fondi pubblici”.

A Messina venivano contestati 36mila euro di spese, a Fiordomi 55mila euro  a Caci 91mila euro.

Carmelo Messina, 77 anni, difeso dall’avvocato Andrea Miroli del foro di Civitavecchia, si lascia andare a uno sfogo in una nota, dove tra le altre cose spiega il senso del pranzo offerto alla troupe Rai di Alberto Angela.

“Il Parco di Vulci – scrive Messina – cerca di evidenziare presso i ‘media’ bellezze e storie della civiltà etrusca di cui Vulci è notevole espressione e contatta Alberto Angela, che cura una importante trasmissione su Rai Uno e che tra le varie opzioni sceglie la nostra e registra una meravigliosa puntata che va regolarmente in onda sulla rete ammiraglia della Rai”. 

“Per questo – prosegue – ti viene imputato il pranzo offerto di 150 euro per 10 persone, Angela e la troupe, nel ristorantino del parco, dicendo “ma Angela è pagato dalla Rai perché dovete pagargli anche il pranzo ?”

E qui ti cadono le braccia perché tocchi con mano la mancanza,non solo dei ‘fondamentali’ (da Monsignor Della Casa a Lina  Sotis e il suo ‘Bon ton’), ma della semplice pratica della gestione delle relazioni umane comuni dove la gratitudine, almeno quella minuta, ha sempre un posto di riguardo. Era o no spesa di rappresentanza?”.

E ancora: “Quando ho sentito la richiesta di 4 anni di reclusione, ho avuto una crisi di nervi pensando ai miei figli e ai miei nipoti indirettamente infangati dalla condanna del padre o del nonno che in piena terza età è convinto invece di dover vivere solo di stima e onorabilità”.


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16 marzo, 2024

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