Viterbo – “La bomba in via De Gasperi è stata per anni a un metro e mezzo dalla piscina della precedente villa”. Sergio Saggini è presidente di Unindustria Viterbo e titolare della Saggini costruzioni, l’impresa che ha scoperto l’ordigno bellico della seconda guerra mondiale che porterà la città dei papi all’evacuazione del 7 maggio.
“Dopo la scoperta della bomba – ha detto Saggini – abbiamo limitato al massimo la cassa integrazione e ripianificato tutte le nostre azioni. Per i clienti non ci sarà nessun tipo di ripercussione e avranno la casa per la data stabilita”.
“Quando abbiamo rinvenuto l’ordigno la paura è stata tanta, una cosa da rabbrividire – ha aggiunto Saggini -. Ci siamo occupati anche di coprire tutta la recinzione con dei teli ombreggianti per non dare adito ai curiosi e disposto l’attacco della corrente per illuminare l’area con i fari”.
Viterbo – Sergio Saggini
Come è stata ritrovata la bomba in via De Gasperi?
“La bomba è stata ritrovata durante gli scavi di sbancamento che si fanno per realizzare il piano interrato delle fondazioni, sia le fondazioni stesse della palazzina. L’ordigno è stato poi scoperto in un punto dove dovevamo scavare pochissimo, a poco più di un metro di profondità. L’escavatore ha preso una zolla di terra che è venuta su intera. Poi la terra è caduta e s’è intravisto questo cilindro”.
All’inizio cosa avete pensato?
“Abbiamo subito pensato che si trattasse di un serbatoio, perché nell’immaginario collettivo le bombe hanno la forma di un missile. Invece quello che avevamo trovato era un cilindro. E ci poteva stare che si fosse trattato di una cisterna interrata”.
Come vi siete resi conto che si trattava invece di una bomba?
“Perché non vedevamo tubazioni in ingresso. E nel giro di un quarto d’ora uno dei lavoratori ha avanzato l’ipotesi che fosse una bomba. Subito dopo abbiamo chiamato le forze dell’ordine. Immediatamente dopo sono arrivati gli artificieri dell’Esercito che hanno confermato che si trattava di un ordigno della seconda guerra mondiale”.
Qual è stata la reazione quando avete capito che si trattava di una bomba?
“Ci siamo spaventati moltissimo. Poi io sono arrivato sul posto dopo la movimentazione di terra iniziale. Ma la paura è stata tanta. Anche perché se l’avessimo presa dal davanti, il rischio che esplodesse era alta. Insomma, una cosa da rabbrividire”.
Subito dopo il ritrovamento che cosa è successo?
“Inizialmente il pensiero è stato soltanto quello della sicurezza e di aiutare le forze dell’ordine”.
Che cosa vi hanno chiesto le forze dell’ordine?
“Ci hanno chiesto di coprire tutta la recinzione con dei teli ombreggianti per non dare adito ai curiosi. Oppure di disporre l’attacco della corrente per illuminare l’area con i fari”.
Viterbo – La bomba in via Alcide De Gasperi – Gli artificieri al lavoro
Il cantiere è stato fermato subito?
“Sì, il cantiere è stato subito fermato, ma non con un’ordinanza specifica. L’ordinanza che di fatto ha fermato tutto è stata l’ordinanza che ha impedito il passaggio dei mezzi pesanti e il blocco di tutte le attività attorno che potessero creare delle vibrazioni. Quella è stata la presa di coscienza che non si poteva più lavorare. Un blocco che inizialmente ha interessato non solo il cantiere in via De Gasperi ma anche l’altro che abbiamo in viale Trieste. Si tratta infatti di due lavori che si trovano, in linea d’aria, a duecento metri di distanza l’uno dall’altro. Dopodiché ho chiesto alle istituzioni di poter continuare i lavori in via Trieste con attività che non producessero vibrazioni. Cantiere dove siamo fortunatamente nella fase finale, tinteggiatura e montaggio delle finestre. Non solo, ma c’è anche un accesso da via Mantova che non rientra nell’ordinanza di blocco dei lavori. Per cui, dopo un paio di giorni di fermo, abbiamo potuto riprendere i lavori. Con il divieto assoluto di utilizzare ruspe o martelli pneumatici. Stiamo facendo solo le finiture”.
Su via Alcide De Gasperi invece che succede?
“Adesso sappiamo la data dell’evacuazione siamo tutti più sereni. Comunque, quando facciamo i contratti per i cantieri mettiamo sempre una data di consegna molto ampia, considerando possibili eventi che possono intervenire durante i lavori. Questo per poter rispettare i tempi contrattuali di consegna e avere un cuscinetto di un paio di mesi per qualsiasi problematica possa insorgere. Dopo la scoperta della bomba, abbiamo ripianificato tutte le nostre azioni e per i clienti non ci sarà nessun tipo di ripercussione e avranno la casa per la data stabilita”.
Sul piano dell’occupazione ci sono state delle ripercussioni?
“Sì, e lo abbiamo risolto con una cassa integrazione temporanea limitata al massimo. Abbiamo ad esempio potenziato le attività su viale Trieste e riorganizzato il lavoro all’interno dell’impresa, cosa che ci ha permesso di ricorrere solo a 5 cassa integrazioni. Cassa integrazioni che anticiperemo direttamente noi, quindi nel pagamento non ci sarà alcun tipo di ritardo”.
Quanti altri cantieri, in zona, sono stati fermati?
“Da quanto ne sappia, dovrebbero essere in tutto altri 3. Che per Viterbo non è poca cosa”.
Quando riprenderanno i lavori in via De Gasperi?
“I lavori riprenderanno subito dopo l’evacuazione. L’8 maggio tornerà tutto come prima. Alla fine, nel dover gestire una situazione che comunque causa disagi, è stato un bene trovare la bomba. Questo per la sicurezza del quartiere e di tutta quanta la città”.
Prima dei lavori che state facendo, che tipo di costruzione c’era in via De Gasperi 11?
“C’era una villa monofamiliare. La bomba è stata trovata nel giardino, a un metro e mezzo dalla piscina. E li è stata per anni. Una casa abbastanza grande su un terreno edificabile dove non era stata utilizzata tutta quanta la cubatura disponibile. Quando la villa non è stata più utilizzata da chi ci abitava, noi l’abbiamo acquistata”.
Cosa state costruendo?
“La nostra filosofia non è quella di costruire 20 piani in un quartiere dove le abitazioni hanno un piano, al massimo due. Il nostro obiettivo è quello di integrarci nel contesto dove andiamo a intervenire. Lavorando molto sulla qualità e sul benessere delle persone. Su via De Gasperi stiamo costruendo due palazzine di otto appartamenti ciascuna con vista sulla valle dell’Arcionello e piscina condominiale. Un complesso abbastanza unico a Viterbo. Giocando poi il tutto sulla luminosità degli ambienti. Abbiamo appena iniziato a scavare e abbiamo venduto già 9 appartamenti su 16”.
L’impresa ha un ruolo lungo il percorso che porta all’evacuazione?
“Non credo. Quello che finora ci è stato richiesto lo abbiamo fatto subito dopo la scoperta della bomba. Comunque, se dovesse servire, siamo disponibili”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: La bomba in via De Gasperi – Video: Gli artificieri in azione
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