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Il capitano Luigi Prencipe: “La bomba di via De Gasperi era particolarmente pericolosa…”

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Viterbo – “La bomba di via De Gasperi era particolarmente pericolosa”. Il capitano Luigi Prencipe, a capo degli artificieri dell’esercito italiano che ieri nel giro di poche ore hanno disinnescato l’ordigno della seconda guerra mondiale ritrovato a Viterbo durante i lavori di costruzione di un complesso immobiliare.

“Un ordigno – spiega Prencipe – tra i più grandi mai rinvenuti nel nostro paese, con tre congegni di attivazione perfettamente conservati. Uno invece era consumato dal tempo, cosa che ha reso l’attività più complessa. Di conseguenza l’indice di pericolosità era da considerarsi elevato. Il disinnesco di una bomba è una vera e propria operazione chirurgica dove gli artificieri vanno a rimuovere i congegni con delle attrezzature particolari”.


Viterbo - Gli artificieri sul posto - Luigi Prencipe

Viterbo – Gli artificieri sul posto – Il capitano Luigi Prencipe


Una professione pericolosa, quella dell’artificiere. Tuttavia “una professione che per noi – precisa Prencipe – non è un lavoro, ma una passione. Gli ideali che rivediamo nella nostra bandiera e la difesa del territorio ci permettono di muoverci senza alcuna esitazione. E non credo ci siano delle persone disposte a scommettere la propria vita per un lavoro. Abbiamo scelto questa vita e ci impegniamo quotidianamente nella rimozione degli ordigni. Perché più ordigni togliamo, più i nostri concittadini stanno al sicuro”.


Viterbo - Gli artificieri sul posto

Viterbo – Gli artificieri sul posto


Un lavoro dove “la paura – sottolinea il capitano degli artificieri – viene gestita con la preparazione professionale, ossia il continuo studio delle procedure. Un sentimento che comunque rispettiamo perché ci impedisce di muoverci in maniera avventata. L’artificiere, nel momento ha cui ha scelto di fare questa vita, ha preso coscienza che ogni volta che mette le mani su un ordigno potrebbe essere l’ultima”.


Viterbo – Gli artificieri al lavoro


Le operazioni di bonifica della bomba in via De Gasperi, coordinate dalla prefettura, sono iniziate alle sei della mattina con lo sgombero di un’area di 1400 metri di raggio dal punto di rinvenimento del residuato e la conseguente evacuazione di circa 36 mila persone. Per la sicurezza dell’area è stato poi disposto il divieto di sorvolo dello spazio aereo interessato, così come la chiusura del traffico ferroviario sulla linea regionale.


Viterbo - Gli artificieri sul posto - Luigi Prencipe

Viterbo – Gli artificieri sul posto – Il capitano Luigi Prencipe


Dopodiché, gli operatori del VI Reggimento genio pionieri, una volta completata la fase di evacuazione, alle 10 e mezza hanno iniziato l’intervento di disinnesco per la rimozione delle tre spolette, i congegni di attivazione della bomba, tutte attivate e armate. Una volta neutralizzati i congegni, la bomba è stata trasportata presso l’80esimo reggimento Roma, dove è stata resa inoffensiva con la tecnica della lisciviatura, che prevede lo svuotamento dell’ordigno tramite getti d’acqua ad alta temperatura, in grado di sciogliere l’esplosivo e convogliarlo in un sistema di filtraggio capace di separare il composto, per la successiva distruzione dell’esplosivo.


Viterbo - La bomba a via De Gasperi

Viterbo – La bomba a via De Gasperi


“Un ordigno  – conclude Luigi Prencipe – che nasce per annientare e distruggere i siti strategici del conflitto mondiale. Una bomba che non è esplosa perché è stato sganciata ad un’altezza non idonea per permettere la sua stabilizzazione e arrivare sul suolo con i congegni di attivazione rivolti verso terra”.


La bomba al poligono di Monte Romano

La bomba al poligono di Monte Romano


Nel 2023 i nuclei di artificieri dei reggimenti genio hanno condotto 2356 interventi su tutto il territorio nazionale, neutralizzando 12666 residuati bellici di cui 21 bombe d’aereo risalenti ai conflitti mondiali. La bomba di via De Gasperi pesava 2 mila chili, tra le blockbuster bomb più grandi in assoluto, la sesta rinvenuta in Italia. Aveva un diametro di 76 cm, una lunghezza di 2 m e uno spessore di 77 cm. Una bomba che conteneva infine oltre 1300 chili di esplosivo.

Daniele Camilli


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