Viterbo – Delibera contestata e sulla quale l’opposizione ha presentato esposto a corte dei conti e prefettura: si rivota. Lo ha deciso il presidente del consiglio Marco Ciorba, ieri in apertura di seduta.
Viterbo – Consiglio comunale – Ciorba e Frontini
Al momento del voto erano presenti 16 consiglieri più la sindaca. Il numero legale, 17, lo ha tenuto Frontini e il nuovo segretario generale ha validato il voto.
Ma una prassi consolidata dà un’interpretazione diversa del regolamento. Servono 17 consiglieri, il primo cittadino non conta.
La delibera riguarda il debito fuori bilancio da 1222 euro per un contenzioso fra un panificio a Santa Lucia e un condominio, in cui sollecitata, era intervenuta l’amministrazione comunale. Soccombendo.
“Controllando i verbali e le registrazioni – ha detto Ciorba – e preso atto dell’esposto presentato dai colleghi d’opposizione, va detto che è prassi consolidata, non considerare ai fini del numero legale e del quorum strutturale, il sindaco. Quorum che è venuto a mancare con la votazione e non ravvisato dal segretario generale, per una diversa interpretazione del regolamento di consiglio.
Pertanto, per tutelare l’interesse pubblico e in base al criterio d’economicità nella pubblica amministrazione, come evidenziato dai colleghi nella lettera esposto, ripeteremo nella prossima seduta la votazione della delibera, per la convalida”.
Soddisfatto, Alvaro Ricci (Pd) ringrazia il presidente Ciorba: “Avevamo fatto notare l’incongruenza rispetto a prassi consolidate”. Che adesso sono state ristabilite, come evidenziato da Andrea Micci (Lega) e la giusta interpretazione è motivo di tranquillità per Laura Allegrini (FdI).
Qualche dubbio è rimasto in maggioranza a Paolo Moricoli (Viterbo 2020): “In tanti anni ho altri ricordi a proposito della prassi e non vanno in questa direzione. Così sanciamo che il sindaco non conta se la maggioranza c’è e conta quando non serve”. Interpretazione che però è fortemente in minoranza.
La seduta si è aperta ieri con il ricordo, da parte della sindaca Frontini, di Giacomo Matteotti a cento anni dalla sua uccisione, con il tributo da parte del consiglio, di un minuto di silenzio.
Giuseppe Ferlicca
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