Viterbo – Tra condominio e panificio non mettere il dito. Ad aprile 2023 la sindaca Chiara Frontini firma un’ordinanza che riguarda immissioni fumose dall’attività commerciale e gli abitanti del palazzo sovrastante a Santa Lucia che protestano.
Viterbo – Consiglio comunale
La vicenda si trascina dal 2020. Solo che il diretto interessato ricorre al Tar contro l’ordinanza sindacale, i giudici gli danno ragione e nel frattempo il comune non si costituisce, perché il parere dal settore legale arriva a tre giorni dall’udienza e quindi non c’erano i termini.
Come se non bastasse, da parte del settore Lavori pubblici, si suggerisce di non ricorrere al Consiglio di stato.
In sintesi, come spiega Alvaro Ricci (Pd): “Una pratica nata male e finita peggio”. E ieri il consiglio comunale ha votato il debito fuori bilancio conseguente, 1220 euro.
“Una controversia fra privati per immissioni fumose – ricorda Andrea Micci (Lega) – per la quale dopo anni si emette un’ordinanza urgente e contingibile per dirimerla. Una situazione assurda, tanto che il Tar afferma come il richiamo alla pubblica incolumità sia priva di fondamento.
Poi, il privato impugna l’atto e il sindaco non si costituisce. Forse si è ritenuto il ricorso dei privati fondato e deciso di risparmiare i soldi del ricorso stesso? E se il ricorso è stato ritenuto fondato e quindi l’ordinanza priva di fondamento, perché non si è deciso di revocarla?”.
Tante domande, grande confusione. “Nella motivazione dei giudici tutto si spiega – insiste Ricci – l’inesistenza dei presupposti dell’ordinanza e poi la resa totale sul provvedimento firmato dalla sindaca, decidendo di non opporsi”.
Una vicenda lunga quattro anni. “Dal 2020 – ricorda la sindaca Frontini – quando i vari settori del comune si scambiano lettere. Prima la nota di un amministratore di condominio che segnala fuliggini, il sopralluogo di polizia locale e Asl. L’ufficio comunale prima si rivolge al condominio e a giugno 2021 diffida l’attività commerciale, poi con una nota si preannuncia, in caso contrario, ordinanza del sindaco”. Che arriva ad aprile 2023, impugnata al Tar, che la boccia. E se Laura Allegrini (FdI) sottolinea come solitamente gli uffici sono restii a entrare in vicende condominiali, Letizia Chiatti (gruppo misto) insiste sul perché il comune non si sia costituito o non abbia revocato l’ordinanza.
Il dirigente Romolo Rossetti (Affari generali) prova a fare chiarezza. “Non c’erano i termini – precisa Rossetti – la risposta arrivata dal settore legale non ha lasciato tempo per trovare un avvocato e predisporre una difesa, essendo arrivata tre giorni prima dell’udienza, seppure l’orientamento del settore era di costituirsi”.
Tre giorni sono pochi per gli uffici, non per Allegrini: “Si trova eccome un avvocato e ci si costituisce”.
Ma forse, meglio così: “L’ordinanza si è rivelata uno strumento inidoneo – osserva Ricci – per un contenzioso fra terzi e se si fosse arrivati al consiglio di stato, il debito si sarebbe quintuplicato”.
Quindi, meglio approvare i 1222 euro di debito fuori bilancio e chiudere la vicenda. Cosa che la maggioranza fa, accettando il consiglio arrivato da Alvaro Ricci, di emendare il documento. Seduta sospesa, la sindaca Frontini lo predispone, ma il documento finale è stravolto e quindi è lo stesso Alvaro Ricci a chiedere poi d’esaminare tutta la documentazione che è riportata.
Morale, la lunga vicenda dei fumi si allunga ancora, almeno di un paio di giorni. Giovedì, quando il consiglio ritorna per esaminare quest’unico punto.
Giuseppe Ferlicca
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