Bassano in Teverina – “Anna Magnani icona del cinema italiano ma anche grande simbolo del femminismo”. Il giornalista Giancarlo Governi, uno dei massimi esperti di cinema e cultura visiva, ha presentato Nannarella, il libro su una donna orgogliosa, talentuosa, testarda, una fuoriclasse che ha segnato la storia del cinema italiano.
Antonello Ricci, Giancarlo Governi e Carlo Galeotti
La magnifica Anna Magnani è stata la protagonista del secondo incontro della rassegna del cinema I Pirati della bellezza – Cinema, nella chiesa di Santa Maria dei lumi a Bassano in Teverina. Intervista di Antonello Ricci e del direttore di Tusciaweb e ideatore del festival, Carlo Galeotti. I saluti del sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli.
Giancarlo Governi
Dopo Totò, venerdì 3 maggio, ieri pomeriggio anche l’attrice Anna Magnani ha fatto il pieno. Il giornalista e sceneggiatore Giancarlo Governi ha presentato Nannarella una nuova stampa del libro sull’attrice Anna Magnani.
In Nannarella, l’autore ha ripercorso l’intera parabola esistenziale di una donna che, dall’infanzia passata in una casa di sole donne fino al successo internazionale come stella del cinema, fu protagonista assoluta di un’intera stagione artistica fino a diventare una delle più grandi attrici di tutti i tempi.
Giancarlo Governi e Carlo Galeotti
“Lei cresce a Roma, in una famiglia di origine romagnola, dove si parla romagnolo e si respira romagnolo – domanda Galeotti a Governi -. Come ha fatto, allora, a diventare il simbolo della romanità?”. Governi: “Grazie al suo grande orecchio. Ad esempio, quando andò a Los Angeles, durante i 40 giorni del viaggio in nave lei imparò l’inglese, essendone a digiuno”.
Antonello Ricci
Durante la presentazione, Giancarlo Governi ha raccontato quando ha incontrato Anna Magnani dal vivo per la sua prima volta. “Ero ragazzo, avrò avuto 15 anni e l’ho incontrata per la prima volta. Andavo nei teatri a fare la claque. Ero fuori dal teatro Sestina, mentre aspettavo l’autobus in piazza Barberini con alcuni amici, abbiamo visto una signora nascosta. Ci siamo messi a a guardarla. Lei ci guardava, non abbassava mai lo sguardo, finché non l’ho riconosciuta. “Ao e mica me volete mena’”, ci ha detto. Di corsa siamo andati verso di lei, io mi so inginocchiato e le ho detto “Signora Magnani noi la stimiamo, è un idolo… e con la sua franchezza ci rispose: “Ao e mica so’ la Madonna”.
Tra un racconto e l’altro, Governi ha sottolineato quanto fosse una donna borderline, antica ma allo stesso tempo rivoluzionaria.
Alessandro Romoli e Giancarlo Governi
“Sapeva di essere donna, ma non ha mai smesso di combattere per il femminismo. Era una donna che non si sottometteva mai all’uomo – ha affermato Governi -. Forse, perché era nata in una famiglia piena di donne”.
Bassano in Teverina – Giancarlo Governi presenta Nannarella
Il nome Magnani, lei lo porta con orgoglio, nonostante non avesse conosciuto il padre. “Anna Magnani, figlia di Marina Magnani. E anche il figlio ebbe il cognome materno: Luca Magnani. Una discendenza tutta al femminile, come mai è successo in Italia”, ha precisato Governi.
Gli amori di Annarella sono stati burrascosi. Soprattutto quello con il regista Roberto Rossellini. “Sembrava che, dopo varie vicissitudini sentimentali, la Magnani avesse incontrato l’uomo giusto – ha raccontato Governi -. Ma un giorno arriva a Rossellini un telegramma della grande attrice svedere Ingrid Bergman per fare un film. Per farla breve – ha continuato Governi – Rossellini e la Bergman si conoscono e vanno ben oltre il rapporto professionale tra regista e attrice”. La delusione della Magnani fu così grande che, dopo di Rossellini, lei non ebbe che uomini occasionali. Che non amò.
Giancarlo Governi
“Lei ha combattuto fin dalla nascita per la mancanza del padre – ha spiegato il giornalista -, e poi anche la madre la lasciò. Per questo, cresce idealizzando la madre. Credeva fosse una principessa, invece la madre era una povera donna”. Il rapporto difficile con la madre non fu l’unico dolore subito per Magnani. Si è aggiunto il tradimento di Rossellini che non ebbe il coraggio di dirle che amava un’altra. Un dolore che non fu mai superato dalla grande attrice italiana.
Verso la conclusione, l’aneddoto che ha spinto Governi a scrivere un libro sulla Magnani. “Ero un po’ maschilista al tempo. Non volevo scrivere un libro sulla Magnani – ha raccontato -. L’editore mi manda un assegno con sette zeri, era una cifra importantissima nel 1980. Mi convinco. Decido di scrivere questo libro, ma lo faccio di notte. Avevo già famiglia, lavoravo. E ho deciso di scrivere il libro in piena notte. Volevo stare solo con lei, pensare solo a lei. Ho fatto un bagno nella femminilità, sono entrato nel mondo femminile grazie a lei. Ed è straordinario”, ha concluso il giornalista accompagnato da un lungo applauso seguito dal firma copie.
Il prossimo appuntamento dei Pirati della bellezza è in programma il 24 maggio alle 18 a Bassano in Teverina. Si parlerà di Vittorio De Sica, il padre del neorealismo. La rassegna si chiuderà il 31 maggio con Alberto Sordi.
Federica Focaracci
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