Viterbo – “I viterbesi sono sono persone coraggiose”. Lo ha detto Papa Giovanni Paolo II il 27 maggio a Viterbo durante il trasporto straordinario della macchina di Santa Rosa. A raccontarlo è il vicario del vescovo don Luigi Fabbri. Ieri pomeriggio nella sala del Quattrocento del monastero dedicato alla patrona della città. All’inaugurazione della mostra che celebra il quarantennale della visita del Papa che è diventato santo.
Foto, articoli di giornale, reliquie. Quattro sale. Aperta fino al 16 giugno.
Viterbo – Giovanni Paolo II durante la visita pastorale del 1984
All’inaugurazione, assieme a Fabbri, ci sono anche la sindaca Chiara Frontini, il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini, il presidente emerito Lorenzo Celestini il capofacchino Sandro Rossi e l’ideatore di Dies Natalis, la nuova macchina di Santa Rosa, Raffaele Ascenzi e la madre superiora delle Alcantarine Francesca Pizzaia.
“Quel giorno – spiega poi Fabbri – la figura del Papa è entrata nel cuore di ogni facchino. Quella è stata una giornata molto intensa per il pontefice. Una visita che ha richiesto una grande preparazione”.
Viterbo – L’inaugurazione della mostra dedicata alla visita di Giovanni Paolo II
Valeva la pena per un papa venire a Viterbo, il titolo della mostra. Una citazione, sempre, di quel che disse il 27 maggio dell’84 Giovanni Paolo II. Un evento cui hanno collaborato diversi fotografi della città. Tra loro anche Rodolfo Morbidelli.
“Il trasporto è metafora di fede, comunità e pace – commenta Frontini subito dopo il taglio del nastro -. Giovanni Paolo ha lasciato un segno indelebile. Con la visita del Papa Viterbo è entrata a far parte della storia del mondo”.
“Uno dei momenti più belli di quella giornata – sottolinea Mecarini – fu quando il pontefice, rompendo il protocollo, scese in piazza e salutò noi facchini, uno per uno. Un momento che resterà con noi per sempre”.
Viterbo – Sandro Rossi, don Luigi Fabbri, Chiara Frontini, Raffaele Ascenzi, Lorenzo Celestini e Massimo Mecarini
In sala, tra gli altri, ci sono il questore Fausto Vinci, il vice prefetto Andrea Nino Caputo, i costruttori della macchina di Santa Rosa Vincenzo e Mirko Fiorillo, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il consigliere Enit Sandro Pappalardo, la consigliera comunale Antonella Sberna e il presidente del comitato dei facchini del centro storico Gianni Baiocco.
“È affascinante vedere i volti dei facchini, felici di stare davanti a un grande uomo”, prosegue Pizzaia. Facchini che 40 anni fa avevano appena 20 anni. Tra loro, nelle foto anche Mecarini e Rossi, giovanissimi.
Viterbo – Il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini
“Mio padre Silvio all’epoca era sindaco della città – ricorda Raffaele Ascenzi -. Io avevo solo 14 anni ed è stata per me una grandissima emozione. Recentemente mio padre ha scritto un suo libro di memorie, e la visita del Santo Padre è una parte importante del testo. Un giorno che, cito Silvio, ‘è rimasto vivo nella mia memoria come la prima comunione, il matrimonio e la nascita dei miei figli”.
Viterbo – L’inaugurazione della mostra dedicata alla visita di Giovanni Paolo II
“Quel giorno – continua Rossi – è piovuto dalla mattina alla sera. A secchi. Poi quando siamo arrivati a piazza del comune, dove ci aspettava il Papa, all’improvviso, ha smesso di piovere. Dopodiché Giovanni Paolo II è sceso, salutandoci uno per uno. È stato il momento più toccante.
“Una giornata indelebile – conclude Celestini -. Il Papa con il suo sguardo ti faceva veramente le lastre”.
Daniele Camilli
Fotogallery: L’inaugurazione della mostra dedicata alla visita di Giovanni Paolo II
– Chiara Frontini: “Ogni papa dovrebbe vedere il trasporto della macchina di Santa Rosa”
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