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“Ladri di biciclette di Vittorio De Sica è il film più importante che sia stato mai girato…”

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Bassano in Teverina – “Ladri di biciclette, insieme a Tempi moderni di Charlie Chaplin, è il film più importante che sia stato mai girato”. Il giornalista Giancarlo Governi ha raccontato, venerdì, l’attore e regista Vittorio De Sica, nella sala matrimoni di Bassano in Teverina, strapiena di pubblico.

Giancarlo Governi

Giancarlo Governi


Il padre del neorealismo cinematografico italiano è stato il protagonista della terza giornata del festival I Pirati della Bellezza – Extra, rassegna del cinema ideata dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, che ha intervistato Governi, uno dei massimi esperti nazionali di cinema e cultura visiva.

Dopo Totò e Anna Magnani, venerdì 24 maggio, è stata la volta di un altro grande del cinema e della cultura italiana.

“Vittorio De Sica è stato un fuoriclasse del cinema e della cultura italiana – ha sottolineato Governi parlando della sua prolificità -. Si contano 164 film come attore e 32 come regista, senza contare le opere teatrali. Per fare un paragone Alberto Sordi ha fatto 149 film. Totò 98”.

Bassano in Teverina - L'incontro su Vittorio De Sica di Giancarlo Governi

Bassano in Teverina – L’incontro su Vittorio De Sica con Giancarlo Governi


Una passione, quella di Vittorio De Sica per il cinema, che ha potuto fiorire grazie al padre. Il quale lo spronò a intraprendere la carriera che lo avrebbe visto vincitore di quattro Oscar: “A differenza di Totò e di Anna Magnani – ricorda Governi –, De Sica un padre ce l’ha avuto, e proprio il genitore lo spinse a cimentarsi nelle vesti di attore”. Il padre lo portava a cantare nelle case dei signori, poi gli faceva conoscere le persone importanti: fu il suo manager e il suo assistente. Ma erano tempi difficili e non era facile emergere nel mondo variegato dello spettacolo. Così, De Sica diventa ragioniere alla Banca d’Italia”. Ma poi l’incontro con un amico d’infanzia cambia la vita a Vittorio.



“Ho fatto un provino – gli disse l’amico -, provaci anche tu”. Il padre lo incoraggiò. E grazie al padre, l’Italia ha conosciuto uno dei più grandi attori e registi. De Sica gli fu sempre riconoscente, tanto che il suo film più sofferto e amato, Umberto D., è proprio dedicato al padre, Umberto De Sica.

La madre era romana e il padre era sardo. Ma per via del suo mestiere, l’assicuratore, viaggiava in tutta Italia. Per questo, Vittorio si sentiva napoletano e romano. A Napoli visse nella fase più bella e spensierata della sua vita. Nella capitale, invece, si affermò professionalmente.

Non fu tutta rose e fiori la carriera di De Sica. Infatti, raccontare il Neorealismo nell’Italia dell’immediato dopoguerra, significava mettere a nudo la povertà di un paese uscito a brandelli dal secondo conflitto mondiale. Perciò, inizialmente le opere di De Sica furono osteggiate dalla politica. Impersonata soprattutto dalla Democrazia cristiana. Ma poi, la qualità di De Sica spinse anche i più scettici a ricredersi.

Qualità che fu riconosciuta pure da un mostro sacro del cinema mondiale come Charlie Chaplin. Che rimase incantato dal film di De Sica Umberto D., che fu mandato in onda a Hollywood.

Altri due pezzi da novanta del cinema, come Sophia Loren e Marcello Mastroianni, dovettero le loro fortune a Vittorio De Sica. “Addirittura – racconta Governi – alla Loren, sul set, proprio De Sica insegnò a sculettare. Ricorda la grande attrice”.

Insomma, un uomo e un artista a tutto tondo. Che non si fece proprio mancare nulla. Neanche la doppia famiglia. Con la moglie Giuditta Rissone ebbe una figlia Emi. E ne ebbe altri due con Maria Mercader: Manuel e Christian. Donne e figli che resero ancora più movimentata la vita di Vittorio De Sica.

E po i grandi incontri professionali col manager teatrale e regista Mario Mattoli, con Mario camerini col quale interpreta il film Gli uomini che mascalzoni, e poi con un gigante come Cesare Zavattini. Con il quale darà vita ai tre grandi film del neorealismo Sciuscià, Ladri di biciclette e Miracolo a Milano. Tre opere immortali che hanno fatto scuole nel mondo.

“Ritengo – ha sottolineato Governi – che Ladri di biciclette insieme a Tempi moderni di Charlie Chaplin, sia il film più importante che sia stato mai girato”.

Non solo Neorealismo.

“De Sica non è stato solo neorealismo  – ha spiegato Governi -. È stato uomo di teatro di prima grandezza. Iniziò con la bellissima attrice russa Tatiana Pavlova e poi passò al teatro leggero con la rivista che lo rese famoso anche per la canzone, da lui lanciata: Parlami d’amore Mariù. E poi le grandi interpretazioni dal ciclo di cinque film iniziato con Pane amore e fantasia, diretto da Luigi Comencini, e con Gina Lollobrigida a Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini. Un’interpretazione che mostra la piena maturità del grande attore”.

E poi i quattro Oscar con Sciuscià, Ladri di biciclette, La ciociara e Il giardino dei Finzi Contini. Un gigante, De Sica, magistralmente tratteggiato da Governi.

Un ultimo regalo al cinema italiano, De Sica lo ha fatto con la scoperta di Alberto Sordi a cui fece interpretare il primo film Mamma mia, che impressione!, dal maestro diretto sotto mentite spoglie. 

Un maestro, De Sica, che è stato anche un grande uomo con i vizi e le debolezze dei grandi, come quello del gioco d’azzardo. E poi il rapporto con le donne. Tratti che lo rendono ancora più grande e vicino a tutti gli uomini e le donne.

Governi ha poi raccontato, con spassosi aneddoti, il rapporto di De Sica con la sua Napoli e con i napoletani. Un amore per un popolo denso di umanità, cultura e teatralità innata.

Un incontro denso di umanità, in cui Governi ha tratteggiato con umorismo e passione il maestro del Neorealismo, la stagione più bella del cinema italiano.

Un incontro, anzi una serie di incontri, che come, ha detto Carlo Galeotti, “vuole essere un omaggio anche a Giancarlo Governi, e alla sua capacità di raccontare grandi personaggi. Un omaggio a un grande creatore di televisione. Basti ricorda Storia di un italiano con Alberto Sordi. Uno dei programmi più importanti mai realizzati dalla Rai”. 

De Sica aveva un rapporto molto stretto anche con Sordi. Il quale sarà protagonista del prossimo appuntamento dei Pirati della bellezza, l’ultimo della rassegna, in programma venerdì 31 maggio, alle 18, sempre nella chiesa di Santa Maria dei Lumi di Bassano in Teverina.


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