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Viterbo - Non sono mai arrivati a destinazione per un problema tecnico del mezzo che li trasportava - Il corteo è partito da piazza Santa Maria Nuova dove ritornerà dopo aver attraversato tutto il centro storico - A piazza del Comune il saluto delle autorità - FOTO

Niente buoi alla rievocazione storica del Santissimo Salvatore, il Trittico portato a spalla dalle confraternite

di Daniele Camilli
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Viterbo – Niente buoi alla rievocazione storica del Santissimo Salvatore, il Trittico portato a spalla dalle confraternite. Parte così il corteo delle Arti e dei mestieri.

Viterbo - La rievocazione storica del Santissimo Salvatore

Viterbo – La rievocazione storica del Santissimo Salvatore


I buoi, che dovevano portare per il centro storico il Salvatore, non sono mai arrivati dati a destinazione a causa di un problema tecnico del mezzo che li trasportava. Cento figuranti e 25 arti. Il corteo è partito da piazza Santa Maria Nuova a Viterbo.

Dalla piazza di fronte alla chiesa trecentesca, passerà poi per piazza don Mario Gargiuli, via Cardinal La Fontaine, piazza San Carluccio, via San Pellegrino, via San Pietro, via San Leonardo, via del Meone, via Garibaldi, via Cavour e piazza del Comune. Su carro trainato dai buoi, il Trittico del Santissimo Salvatore.


Viterbo - La rievocazione storica del Santissimo Salvatore - Il corteo

Viterbo – La rievocazione storica del Santissimo Salvatore – Il corteo


Una volta arrivati a piazza del comune, la rievocazione storica girerà verso via Roma per raggiungere piazza delle Erbe dove il corteo si riallineerà per andare di nuovo a piazza del Comune dove ad aspettarlo ci saranno le autorità civili, tra cui la sindaca Chiara Frontini, per il classico saluto che accompagna la sfilata. Dopodiché procederà verso via San Lorenzo, via Cardinal La Fontaine, piazza don Mario Gargiuli e piazza Santa Maria Nuova. Alla corteo partecipano anche le confraternite. Al termine, la messa celebrata da don Luigi Fabbri.


Viterbo - La rievocazione storica del Santissimo Salvatore - Il corteo

Viterbo – La rievocazione storica del Santissimo Salvatore – Il corteo


Una festa, quella del Santissimo Salvatore, che ha secoli di storia alle spalle. Una manifestazione organizzata dalla parrocchia di Santa Maria Nuova con il patrocinio del comune e della provincia di Viterbo.

“L’immagine del Santissimo Salvatore – spiega il sito internet della parrocchia di Santa Maria Nuova – venne in modo prodigioso rinvenuta nel 1283.

Viterbo - La rievocazione storica del Santissimo Salvatore

Viterbo – La rievocazione storica del Santissimo Salvatore


Lo storico Feliciano Bussi riferisce che le modalità del ritrovamento furono registrate a memoria dei posteri nel Libro delle Riforme del Comune per gli anni 1716 e 1717: due bifolchi, che nel marzo 1283 aravano un campo in località Chirichera, dovettero interrompere il lavoro perché i buoi si fermarono e, sebbene pungolati e bastonati, non vollero saperne di procedere; anzi si inginocchiarono. Scavando con le zappe, gli aratori rinvennero una cassa di pietra al cui interno fu trovata una stupenda immagine del Salvatore, un trittico in cuoio su tavola di scuola romana, probabilmente degli inizi del sec. XIII, di stile bizantino (tanto da indurre a ritenerla del V o VI secolo), verosimilmente copia dell’immagine del Salvatore custodita in Laterano.

Numerose supposizioni sono state fatte sui motivi per cui l’icona era stata sotterrata alla Chirichera, ma il ritrovamento, anche per le straordinarie modalità con cui era avvenuto, suscitò grande scalpore ed emozione nella popolazione”.


Viterbo - Santissimo Salvatore atore - Il saluto delle autorità in piazza del comune

Viterbo – Santissimo Salvatore atore – Il saluto delle autorità in piazza del comune


“Sei preti di S. Maria Nuova – prosegue il sito parrocchiale – andarono a prendere l’immagine per portarla in città; presso Faul l’attendevano tutto il Clero e i rappresentanti del Comune e processionalmente venne portata a S. Maria Nuova, che non solo –come si è detto- era la Chiesa ove il Comune custodiva i propri atti, ma era anche la sede dell’Arte dei Bifolchi, una delle più cospicue del tempo. Nella Chiesa venne eretta una Cappella e in un tempietto marmoreo fu collocata l’immagine miracolosa; il Comune assunse il giuspatronato della Cappella, per la cui manutenzione decretò un contributo annuale pagato fino al XIX secolo (altre elargizioni furono erogate in diversi momenti successivi). Inoltre, il Comune partecipava ufficialmente a tutti i riti in onore del Salvatore, che acquisirono una importanza rilevante nella vita religiosa e sociale della città: il 15 agosto il Cappellano Municipale celebrava la Messa all’altare del Salvatore e dava la pace al Gonfaloniere e agli Anziani che vi assistevano in pompa magna”.



“Tale era l’importanza della festa – conclude il sito internet della parrocchia – che negli Statuti Comunali del 1344 e poi in quelli del 1469 fissò la solenne processione alla sera della vigilia dell’Assunta, stabilendo altresì l’ordine che le Arti dovevano rispettare nella sfilata: era aperta dall’Arte dei Bifolchi, artefici del ritrovamento, con il loro vessillo, seguita dal clero cittadino, dal podestà, dagli otto del popolo, dal prefetto, dai nobili, giudici, medici e notai, tutti paludati in ricche vesti; venivano poi, con le rispettive insegne, le Arti dei Mercanti, Speziali, Fabbri, Calzolari, Macellari e Pesciaroli, Falegnami, Funari, Lanaroli, Sartori, Pellai, Osti e Tavernieri, Ortolani, Molinari, Pecorari, Muratori e Scalpellini, Tessitori, Fruttaroli, Barbieri, Vasai, Legnaioli, recando ciascuna un cero il cui peso era puntualmente prescritto nei rispettivi statuti e che veniva poi donato alla Chiesa”.


Viterbo - La rievocazione storica del Santissimo Salvatore - Il corteo

Viterbo – La rievocazione storica del Santissimo Salvatore – Il corteo


Oggi è il giorno della rievocazione. Domani sarà invece la volta del mercato medievale. Un mercato didattico per adulti e bambini. A piazza Santa Maria Nuova ci saranno infatti 9 banchi: cacciatore, speziale, vetraio, rilegatrice, arcaio, curatrice, saponaia, armaiolo e candelaio. Inoltre, all’interno del chiostro longobardo, sarà presente l’arte del picciol cerchio del magister monetae Marco Guglielmi dell’antica zecca di Viterbo. Alle 16 dello stesso giorno, sbandieratrici e musici percorreranno piazza del Plebiscito, via San Lorenzo, piazza San Lorenzo, via Cardinal La Fontaine e infine piazza Santa Maria Nuova dove si esibiranno. Dopodichè a piazza don Mario Gargiuli verrà rappresentata la scherma. Presente anche la cucina dell’associazione culturale La Rosa.

Daniele Camilli


– “Festa Santissimo Salvatore, un mercato medievale in piazza Santa Maria Nuova”


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11 maggio, 2024

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