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Operaio morto un anno dopo l’infortunio, l’Inail gli scrive che può tornare al lavoro

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Infortunio mortale sul lavoro - La lettera dell'Inail

Infortunio mortale sul lavoro – La lettera dell’Inail

Infortunio mortale sul lavoro - La lettera dell'Inail

Infortunio mortale sul lavoro – La lettera dell’Inail

Angelo Di Silvio

Angelo Di Silvio

Acquapendente – Operaio morto oltre un anno dopo essere stato schiacciato da una lastra di cemento, un ulteriore dolore per la famiglia porta il timbro dell’Inail ed è una lettera datata lo scorso 27 aprile..

“Mentre è aperta la posizione per infortunio sul lavoro per morte, dall’Inail mandano la comunicazione che può riprendere il lavoro”, spiega l’avvocato Angelo Di Silvio, mostrando le carte che hanno fatto indignare la famiglia e provano come si sia verificata una situazione paradossale oltre che surreale, alla luce  della tragedia occorsa al povero Antonello Biancherini. 

È l’operatore ecologico 59enne di Acquapendente con contratto a tempo indeterminato, addetto alla raccolta dei rifiuti con macchine operatrici, che a causa dell’urto della macchina con una parete di cemento, sarebbe stato travolto e schiacciato da una delle lastre, del peso di circa 30 quintali il 27 gennaio 2023, morto dopo oltre un anno in ospedale all’inizio dello scorso mese di marzo, sul cui caso è stato aperto dalla procura un fascicolo per omicidio colposo a carico della ditta per cui lavorava.

“L’Inail, che dovrebbe tutelare i lavoratori dagli infortuni – spiega l’avvocato Di Silvio, che assiste la vedova e le due figlie di Biancherini – manda a dire al lavoratore che è morto di rientrare al lavoro e all’azienda di dare delle prescrizioni compatibili. Tutto questo a distanza di due mesi dal dolore straziante della celebrazione dei funerali del proprio congiunto, scomparso dopo oltre un anno di calvario in ospedale, con la consapevolezza di avere perso l’uso di entrambe le gambe”.

In seguito alla morte, avvenuta come detto a distanza di un anno dal drammatico incidente a causa del quale l’operaio aveva perso l’uso di entrambe le gambe, la procura della repubblica di Viterbo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e disposto l’autopsia. L’accertamento è stato eseguito appena due mesi fa, il 6 marzo scorso, dalla dottoressa Elisabetta Baldari. A fianco del medico legale nominato dal pubblico ministero Eliana Dolce, il consulente di parte nominato dall’avvocato Angelo di Silvio per la famiglia, il professor Vincenzo Lorenzo Pascali del policlinico Gemelli di Roma.

L’infortunio in cui è rimasto coinvolto Biancherini, che era addetto alla raccolta dei rifiuti con le macchine operatrici, è avvenuto nella zona industriale di Campo Morino. “Da allora non è più uscito dall’ospedale, tranne pochi giorni sotto Natale per stare con la sua famiglia”, ricorda il legale. 

Il poveretto è stato travolto e schiacciato da una lastra di cemento del peso di 30 quintali che gli ha provocato, in base alla diagnosi di ingresso al policlinico Gemelli di Roma, dove è stato trasferito d’urgenza in eliambulanza, una frattura esposta alla caviglia sinistra, lesione midollare livello T11 paraplegia, trauma cranico commotivo con emorragia subaracnoidea della colonna dorsale con paraplegia e anestesia della caviglia sinistra.

Il decesso, dopo un anno di ospedale, è da ricollegare, secondo la famiglia, all’infortunio, in seguito al quale la vittima aveva sporto querela per lesioni colpose.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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