Viterbo – “Matrimonio egualitario, tavolo di dialogo permanente tra l’associazionismo queer e gli enti locali, istituzione di un servizio chirurgico pubblico per l’affermazione di genere”. E ancora: “Sportelli antidiscriminazione, panchine rainbow, sostegno alla creazione di luoghi di aggregazione per la comunità queer e adozione da parte delle persone queer”.
Sono soltanto alcune delle richieste che il TusciaPride indirizza ai comuni della Tuscia, alla provincia, alla regione, al governo e all’Unione europea con un apposito manifesto. Richieste lette ieri pomeriggio dal vice presidente del TusciaPride Mirko Giuggiolini nella sala consiliare di palazzo dei Priori durante la conferenza stampa del Pride.
Viterbo – Mirko Giuggiolini
Un manifesto che accompagnerà la manifestazione del primo giugno a Viterbo per i diritti queer e trans. Un corteo che da via delle Fortezze attraverserà tutto il centro storico della città dei papi per arrivare a San Faustino in piazza Sallupara.
“Il manifesto – spiega Giuggiolini – è diviso in tre parti: una riguardante il territorio dal titolo la voce della comunità queer di fronte alle istituzioni del territorio, una riguardante il governo nazionale per Un altro genere di Paese e l’ultima per lɜ candidatɜ alle elezioni europee, Siamo orgoglio, siamo Pride, siamo europeɜ”.
C’è anche una richiesta trasversale a tutte le istituzioni, bagni genderless nelle scuole, all’università e in tutto il paese.
Agli enti territoriali si chiedono anche una legge regionale anti-discriminazione, carriere alias nelle scuole, linee guida da parte dell’Ufficio scolastico regionale su come approcciarsi alle tematiche queer e trans* e allɜ studentɜ queer e trans* nelle scuole, formazione sulle tematiche queer e trans* per lɜ funzionariɜ comunali e dell’anagrafe in particolare, per tutto il personale Asl e per lɜ psicologɜ delle scuole e dell’università.
Dopodiché, sempre agli enti locali, consultori pubblici, accessibili e realmente funzionali con personale qualificato e con psicologɜ e sessuologɜ, un servizio pubblico integrale erogato dalla Asl per il percorso di affermazione di genere, con psicologɜ e endocrinologɜ qualificati sul territorio e l’istituzione di un servizio chirurgico pubblico per l’affermazione di genere nel territorio della regione Lazio.
Viterbo – Flash mob per il TusciaPride
Sul fronte della politica nazionale, “il TusciaPride – spiega Giuggiolini – chiede una legge per contrastare le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale, del genere, dell’identità di genere e della disabilità, un’educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole strutturata e realmente inclusiva, una sanità mentale pubblica e accessibile, il matrimonio egualitario, la garanzia a tuttɜ del libero diritto alla genitorialità, così come la tutela dei diritti delle famiglie arcobaleno e la legalizzazione delle adozioni da parte delle persone queer coniugate e non e dellɜ single”.
“Vogliamo poi riprendere – prosegue Mirko Giuggiolini – le convocazioni ordinarie del tavolo nazionale già esistente tra il governo e l’associazionismo queer e trans*. Vogliamo che sia recepita la direttiva Ue per il contrasto alle discriminazioni sul lavoro sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Vogliamo anche che sia eliminato il campo del genere dal documento d’identità e vogliamo che sia riformato il percorso di affermazione di genere semplificandolo, gratuitizzandolo ed eliminando il passaggio per il tribunale. Vogliamo inoltre che sia garantita la rettifica del nome e del genere anagrafico per legge fin dai 16 anni d’età”.
Viterbo – Conferenza di presentazione del TusciaPride
Infine, le richieste che il TusciaPride rivolge all’Europa. Innanzitutto far rispettare lo stato di diritto e i diritti civili e sociali in tutti gli Stati membri dell’Ue e non. Emanare un regolamento europeo per il riconoscimento del matrimonio egualitario in tutta l’Unione. Riconoscere in tutta l’Unione il diritto all’autodeterminazione della propria identità. Erogare finanziamenti europei per il sostegno a progetti culturali volti a promuovere le tematiche queer e trans*. Sostenere con finanziamenti europei progetti di ricerca per elaborare risposte efficaci alle esigenze delle persone queer e trans*, in particolare in ambito medico-chirurgico, psicologico, sociologico e giuridico. Prevedere programmi educativi dedicati alle tematiche queer e trans* e maggiori sforzi per rendere l’Unione europea una zona di libertà per le persone queer e trans*.
Daniele Camilli


