Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È ora. È arrivato il momento della negazione e della rimozione per la consigliera Alessandra Croci, che, per allontanare da sé dolore, frustrazione e disagio dell’incapacità di amministrare la città da parte della maggioranza di Chiara Frontini, di cui fa parte, rifiuta, più o meno coscientemente chissà, di riconoscere la concretezza e la realtà di un fatto, o la provata fondatezza di un’affermazione.
Vi sono immagini provate e comprovate dello stato di abbandono della fontana del Vignola a piazza della Rocca, ma lei nega, con un’immagine parziale e da angolazione ben precisa, evitando accuratamente di inquadrare ciò che invece è sotto gli occhi di tutti, ma che lei non vuol vedere e come se non bastasse anche molti altri attori di maggioranza cercano di negare e scaricare sulla stampa, che fortunatamente in questa città fa ancora il suo lavoro, le responsabilità e le mancanze dell’amministrazione di cui fanno parte.
Governare è anche e soprattutto accettare le critiche, perché la critica fa crescere, la critica fa vedere cose che a volte possono anche sfuggire. Governare senza critica alcuna non appartiene allo stato democratico di cui facciamo parte.
A volte basterebbe chiedere scusa e correre ai ripari, sicuramente i cittadini apprezzerebbero molto di più questo che l’attacco in massa a quella stampa che ha sempre fatto il cane da guardia dei cittadini e ha aperto loro gli occhi anche quando non riuscivano a vedere.
A nessuno piace essere criticato, a nessuno piace essere ripreso, ma a volte la critica risveglia chi è salito su un piedistallo troppo alto per vedere cosa accade nel mondo dei comuni mortali e se anche questo purtroppo non basta e, invece di accettare, si nega e si cerca di ricoprire chi critica con il fango, forse non si è adatti ad amministrare, cosa che purtroppo troppi fatti ben visibili a tutti confermano senza ombra di dubbio.
Vorrei infine ricordare alla consigliera Croci e al piccolo gruppo di sostenitori della sua consapevole o inconsapevole realtà la favola di Fedro, “la rana scoppiata ed il bue” la cui morale ci insegna che se si cerca di atteggiarsi a ciò che non si è, senza restare umili, si rischia.
Massimo Erbetti
Coordinatore provinciale M5s
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