Il lavatoio di Pianoscarano
Viterbo – Abbandonati, sporchi, con melma, graffiti e guano di piccione. È la brutta fine che hanno fatto gli antichi lavatoi della città di Viterbo.
Viterbo – Il lavatoio di piazza della Vite
Via Signorelli, via Vetulonia, piazza della Vite, ponte del Duomo. Quest’ultimo è quello che sta messo meglio… senz’acqua, chiuso e abbandonato a se stesso.
Tutti gli altri, invece, sono pressapoco un pianto. Bene che va, dentro c’è la sporcizia, come a via Vetulonia, punto di riferimento per un intero quartiere, al di là d’essere stato un tempo un lavatoio. Qui c’è pure un graffito che campeggia in bella mostra. “Pisello”, la scritta fatta con la bomboletta.
Viterbo – Il lavatoio del ponte del Duomo
Peggio di tutti sta messo il lavatoio di Pianoscarano. Graffiti ovunque, erbaccia attorno e melma lungo tutta la vasca.
Viterbo – Il lavatoio di via Vetulonia
A piazza della Vite il lavatoio viene usato invece come secco della monnezza. Sigarette, cartacce, una bottiglia di birra e anche qui un graffito dove un tempo si spianavano i panni.
Viterbo – Il lavatoio di via Signorelli
Infine via Signorelli, la strada che unisce i quartieri San Faustino e Pilastro. Restaurato e poi inaugurato dall’amministrazione della sindaca Chiara Frontini. Senza acqua. Ma in compenso ci sono sigarette, segni di bruciature lungo la vasca e guano di piccione.
Daniele Camilli
Fotogallery: Il degrado degli antichi lavatoi
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