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Accorpamento riserve naturali Monte Rufeno e Lamone, la tensione resta alta

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Roma – No all’accorpamento delle riserve naturali, la tensione resta alta e il consiglio regionale ancora bloccato.

La minoranza non molla, la maggioranza concede poco e sull’unione tra Monte Rufeno e Lamone la spaccatura resta. Se ne riparla martedì prossimo, quando il presidente Francesco Rocca rientrerà e potrà partecipare ai lavori. Che troverà esattamente dove li ha lasciati. A discutere ordini del giorno della minoranza, per non arrivare a discutere l’articolo incriminato che un solo ente per le due realtà della Tuscia.


Il consiglio regionale - Daniele Leodori

Daniele Leodori


L’altro ieri, dal Pd Leodori ha rilanciato: “Presentiamo sul tema una proposta più avanzata rispetto al semplice articolo in questione”. Magari che riguardi complessivamente la governance delle riserve e non solo le due viterbesi.

“Una proposta di legge – osserva Leodori – estrapolando dal collegato l’articolo. Se ci aveste ascoltato, ormai saremmo a buon punto, dopo tre settimane”. Mentre da Azione, Alessio D’Amato si domanda il perché di tanta insistenza: “La maggior parte dei consiglieri di maggioranza non sa nemmeno dove sono queste due riserve”.

Che la situazione si sia incagliata, ne è cosciente pure il capogruppo FI Simeone, ma nell’immediato non vede vie d’uscita. “Nessun problema a entrare nel merito della questione, ma l’assessore Righini non è presente”. Pure lui in missione istituzionale negli Usa.

Tutto ruota attorno alla posizione di Fratelli d’Italia. L’intervento del capogruppo Daniele Sabatini era atteso. Ma non è stato risolutivo, se è vero che i lavori del consiglio martedì sono stati sospesi e mai ripresi.

“In questo momento – ricorda Sabatini all’opposizione– stiamo parlando d’altro, ci siamo incartati su un documento che non c’entra niente con quanto andate chiedendo”. Ovvero, gli ordini del giorno stanno bloccando il documento economico di programmazione regionale, mentre l’articolo sulle riserve è nel collegato.

“Simeone ha posto un punto fondamentale – continua Sabatini – entrare nel merito. Nessuno ha mai pensato di non volerlo fare. Anche noi immaginavamo di farlo”. L’ostacolo restano gli ordini del giorno.

“C’è una maggioranza – continua Sabatini – che intende andare avanti e approvare un documento fondamentale. Se restano 50 ordini del giorni, siamo qui. Se invece, c’è intenzione di superare lo strumento ostruzionistico si può andare all’approvazione del Defr e poi si passa al collegato”.

Dalla maggioranza Simeone vede un’apertura da FdI all’opposizione, che però l’opposizione non vede. Anzi, vede nero.

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire – osserva Leodori – oggi siete maggioranza, avete il compito di governare, ma qualcuno pensa di stare all’opposizione. Abbiamo mandato un messaggio per superare l’impasse, ma non è stato raccolto”.

Martedì, basterà il rientro di presidente e assessore, a trovare una soluzione? Per ora non sembra mettersi bene.

Giuseppe Ferlicca


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