Roma – Consiglio regionale, ancora tutto fermo.
Nella seduta di oggi altro tentativo d’andare avanti e superare l’impasse determinata dall’articolo all’interno del collegato di bilancio e che prevede il sistema di gestione dell’Alta Tuscia, ovvero, l’accorpamento di due riserve naturali, Monte Rufeno e Selva del Lamone.
Consiglio regionale
Osteggiato dall’opposizione che per portare la maggioranza a tornare sui propri passi o almeno a discuterne, ha presentato circa 200 ordini del giorno che per regolamento vanno discussi prima del resto.
Così è stato pure ieri, fino alle 17,40. Presentazione, discussione, interventi, sistematica bocciatura del punto in discussione.
Ieri si è pure parlato del secondo aeroporto del Lazio. Ciampino situato in piena città, va trovata una soluzione. Forse Viterbo? Tuffo nel passato e ritorno al presente con i no che hanno prevalso. Subito dopo, la richiesta di numero legale. E così via.
Dall’opposizione, c’è chi come Marietta Tidei (Iv) ha provato a tendere la mano. Discutere di una norma che lontano dall’essere generale, sembra cucita addosso solo per Viterbo.
Ma finora, il centrodestra ha fatto muro. Questa settimana, tanto il presidente Rocca quanto la vice Angelilli sono assenti dall’aula per impegni istituzionali e questo fa temere che tutto possa trascorrere senza grossi passi in avanti. Si capirà qualcosa dalla seduta in programma oggi programmata dalle 11.
Giuseppe Ferlicca
– Accorpamento riserve Monte Rufeno e Selva del Lamone, barricate in consiglio regionale
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