Viterbo – Festival della Tuscia, riceviamo e pubblichiamo la lettera al direttore da parte di Massimo Spada – Gentile direttore Carlo Galeotti, in merito all’articolo apparso sulla sua testata il Tuscia Web dal titolo “Il caso Dandini, eravamo quattro amici al bar…”, ritengo necessario chiarire alcuni punti che non sono stati adeguatamente considerati.
Le vostre analisi non hanno preso in esame i numerosi concerti organizzati in tutta la Tuscia nelle ultime settimane. Particolarmente infondata è la questione del cosiddetto “caso Dandini”: le foto dell’incontro del 5 ottobre non rappresentano correttamente l’evento, distorcendo percezione e realtà. Inoltre, un blocco del traffico nelle vicinanze ha causato ritardi ai partecipanti e al moderatore, senza compromettere comunque la presenza di 84 persone.
Viterbo – Serena Dandini al festival della Tuscia
Giudicare un festival solo dal numero di partecipanti è fuorviante. Il festival ha richiamato un pubblico variegato, anche da fuori regione, contribuendo alla valorizzazione culturale del territorio.
Eventi come il concerto dei Tallis Scholars (oltre 400 persone) e il recital di Beatrice Rana hanno registrato ottimi risultati. Inoltre, è falso affermare che le istituzioni siano state disinteressate, dato che la sindaca Chiara Frontini ha partecipato attivamente.
Nonostante una riduzione del budget, il festival ha mantenuto un livello qualitativo elevato, con la partecipazione di artisti internazionali. Per questi motivi, trovo ingiusto e irrispettoso per tutti noi che abbiamo lavorato al meglio per la riuscita del festival etichettarlo come “flop” e auspico una riflessione più equilibrata.
Massimo Spada
Direzione artistica Festival della Tuscia
Articoli: Vittorio Sgarbi: “Nell’arte non c’è fascismo e nel fascismo non c’è arte” – Il caso Dandini, eravamo quattro amici al bar… – Festival della Tuscia, nessuno ad accogliere Serena Dandini…
Gentile direttore Massimo Spada, lei si arrampica sugli specchi e ne ha tutto il diritto. Come noi abbiamo tutto il diritto di criticare eventi flop che vengono pagati dai cittadini. Poco o tanto che sia il costo. Nessun dottore le ha prescritto di organizzare l’evento che doveva fare il pieno, visto il personaggio di prima grandezza presente: Serena Dandini.
Già in altre situazioni ho mostrato il rammarico che in questa nazione non si insegni la logica base sin dalle scuole elementari. O almeno si faccia leggere obbligatoriamente On liberty del mio amico di pensiero John Stuart Mill. Purtroppo non è così, e, allora, accade che il suo arrampicarsi sugli specchi sia pieno di scorrettezze dialogiche e fallacie logiche.
Serena Dandini
Lei sostiene che c’erano 84 persone all’incontro con Serena Dandini, ma il suo numero non regge la testimonianza delle foto, visto che appare chiaro dalle immagini che almeno quattro file erano vuote o quasi. Vuoti che aggiunti ai buchi delle prime file fanno quattro file più qualche altro posto senza pubblico. Essendo la sala di 110 poltrone, fanno un numero di una sessantina di presenze. Certo, seguendo la sua logica bislacca, si può sempre sostenere, sbagliando, che la macchina fotografica ha dispercipito, come ama dire la sindaca Chiara Frontini. Ma non è così.
Errore matematico e logico. Altro che arrivati in ritardo. Noi c’eravamo. E siamo arrivati in tempo e seguito l’evento. Chissà come avremo fatto?
Ma lei va oltre, scrive una proposizione, che lei stesso dichiara falsa, per poi attribuirmela: “È falso affermare che le istituzioni siano state disinteressate, dato che la sindaca Chiara Frontini ha partecipato attivamente”. Purtroppo la proposizione che lei falsamente mi attribuisce non è stata mai da me vergata. Ciò che è stato scritto è che nessun personaggio dell’istituzione, che ha voluto l’evento, era presente all’incontro con Serena Dandini. Il suo è un vecchio trucco retorico. Una scorrettezza che farebbe inorridire Mill. Che spiega proprio le cose che non si possono fare in un dibattito. Ribadisco noi abbiamo scritto che “nessun rappresentante del comune ad accogliere l’ospite” era presente. Cosa ben diversa dalla sua proposizione inventata di sana pianta. Lei tenta una strana generalizzazione di una frase che si riferisce a un fatto specifico.
Lei, va detto, deve rendere conto ai cittadini per quello che fa, visto che dai cittadini viene pagato in toto per questi eventi.
Il fatto poi che l’intervistatore sia arrivato una ventina di minuti dopo l’ospite è una vera vergogna. Un’ospite come Serena Dandini si accoglie e non si fa aspettare. Un errore organizzativo incredibile e inescusabile. Hai voglia a cianciare di blocco del traffico. Il fatto è imperdonabile per chi organizza.
Lei poi dice che gli altri due eventi sono andati benissimo. Ne siamo felici visto che paghiamo noi cittadini. Ma lei ad arte non fa riferimento all’altro evento flop, quello con l’ideatore del Festival della Tuscia Vittorio Sgarbi. Insomma, dopo lo sproloquio autoincensante della sindaca Frontini, abbiamo voluto verificare. E abbiamo visto che il festival non era tutto rose e fiori, ma anche flop. Con ospiti di vaglia.
Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme
Ma poi, se come lei afferma, inusitatamente, che “giudicare un festival solo dal numero di partecipanti è fuorviante”, perché prendersela tanto? Contento lei, contento solo lei. Che problema c’è.
Il suo arrampicarsi sugli specchi mi ha ricordato John Belushi nel film The blues brothers. Ricorda? Ma mi sembra che lei non abbia lo stesso sguardo irresistibile di Belushi. Ma forse mi sbaglio.
“Ero rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre. Era crollata la casa. C’è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette. Non è stata colpa mia, lo giuro su Dio…”, così si giustificava, con non poche iperboli, Belushi, per non essere andato al suo matrimonio.
Carlo Galeotti



