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Viterbo - Vittorio Sgarbi ha chiuso uno degli ultimi appuntamenti del Festival della Tuscia - Ieri mattina l'incontro "Gli invisibili" a Tuscia Terme - L'ormai ex assessore alla Bellezza saluta così la città e la giunta Frontini

“Nell’arte non c’è fascismo e nel fascismo non c’è arte”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo – “Nell’arte non c’è fascismo e nel fascismo non c’è arte”. Vittorio Sgarbi ha chiuso così uno degli ultimi appuntamenti del Festival della Tuscia, che si è tenuto ieri mattina a Tuscia Terme. Domenica 6 ottobre è stata infatti l’ultima giornata della rassegna che, tra settembre e ottobre, ha coinvolto diversi comuni della provincia. Un evento che a tutti gli effetti ha segnato la fine dell’assessorato alla Bellezza di Vittorio Sgarbi, incarico da cui si è ufficialmente dimesso, con una nota diffusa dal comune a fine settembre.


Viterbo - Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme - Vittorio Sgarbi

Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme – Vittorio Sgarbi


Appena una quarantina le persone presenti alla conferenza, comprese le autorità. Tra il pubblico anche diversi bagnanti in accappatoio. Anche perché l’evento si è tenuto a pochi passi dalle vasche termali. 

L’incontro con il critico d’arte si è concentrato sul tema Gli invisibili, ossia quelle figure artistiche poco conosciute dal grande pubblico, ma di grande rilevanza storica. Un’iniziativa in qualche modo legata alla mostra Arte e fascismo, in cui Vittorio Sgarbi analizza i vari modi in cui il regime fascista e la critica successiva hanno influito sulla produzione figurativa italiana.

A Tuscia Terme anche l’attore Maurizio Donadoni che doveva essere, come rivelato durante l’incontro, l’eventuale sostituto di Vittorio Sgarbi in caso di mancata presenza. Ma il critico d’arte c’era, nonostante un piccolo contrattempo che avrebbe potuto tenerlo lontano, come lui stesso ha dichiarato. Tutto superato dunque e l’incontro lo ha visto protagonista. Tra il pubblico l’imprenditore Fabio Belli a fare gli onori di casa, la sindaca Chiara Frontini, l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli, alcuni amministratori di Sutri tra cui la consigliera Claudia Mercuri. 


Viterbo - Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme - Da sinistra Maurizio Donadoni, Fabio Canessa e Vittorio Sgarbi

Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme – Da sinistra Maurizio Donadoni, Fabio Canessa e Vittorio Sgarbi


A introdurre e moderare l’evento Fabio Canessa, che fin dall’inizio ha chiarito la volontà di trattare il tema degli invisibili proprio con il critico d’arte.

“Da quando Vittorio Sgarbi è diventato popolare, tra spettacoli e scritti, ha fatto conoscere molti invisibili. Con lui sono stati scoperti scrittori e artisti che prima non si conoscevano – ha spiegato Fabio Canessa -. Uno dei primi articoli che lessi a sua firma parlava di Antonio da Crevalcore, pittore che allora era sconosciuto e forse in parte anche oggi. Diciamo che Sgarbi ha saputo dare risalto a pittori, artisti, dalla forte personalità e grande estro”. 


Viterbo - Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme

Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme


“L’invisibilità degli artisti può essere determinata da vari fattori, come il tempo. Poi c’è anche il caso di alcune opere contemporanee che però sono state ritenute improprie e quindi tali da non meritare un ricordo. Sta a noi oggi cominciare a riguardarle e cercare ciò che esse sono state e sono”, ha aggiunto Sgarbi.


Viterbo - Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme - Fabio Canessa

Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme – Fabio Canessa


Per poi chiarire il suo punto di vista in merito al tema centrale dell’incontro. “C’è un alto grado di invisibilità nell’arte, ci sono grandi artisti di cui sappiamo tutto e altri grandi artisti di cui sappiamo niente – ha affermato Vittorio Sgarbi -. Ma spesso il niente parla e ci dice qualcosa che è il loro sentimento, ciò che la pittura e l’arte vogliono esprimere, cioè una condizione umana condivisa. Che è condivisa anche nei tempi in cui le cose sono dalla parte sbagliata, per cui io credo che parlare di invisibili voglia dire cercare in qualche modo di far vedere con occhi diversi quello che invece è stato visto con occhi ideologici. L’ideologia è quella del fascismo, ma anche quella di coloro che intendono che ciò che è accaduto nel periodo fascista sia fascista per forza. Invece non è fascista. Nulla è fascista. Nell’arte non c’è fascismo e nel fascismo non c’è arte”.


Viterbo - Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme - Maurizio Donadoni

Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme – Maurizio Donadoni


Il critico ha invitato quindi a guardare l’arte con occhi distanti da qualsiasi tipo di ideologia. Un metro di giudizio che in passato, ha sottolineato Sgarbi, in pochi hanno saputo o voluto mettere in pratica. “Abbiamo avuto soltanto due personalità che sono state capaci di separarsi dal rischio di una convenzionale negazione di tutto quello che era figurativo e della pittura degli anni ’20, ’30 e primi anni ’40. Una di queste era Pasolini”.


Viterbo - Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme - La sindaca Chiara Frontini in platea

Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme – La sindaca Chiara Frontini in platea


“L’architettura non ha patito la stessa dannazione dell’arte – ha aggiunto Vittorio Sgarbi -. E così quando Pasolini viene chiamato a scegliere un’opera d’arte italiana per un programma televisivo, sceglie Orte per mostrare la meraviglia della città ma anche gli edifici di edilizia degli anni ’60 che stabiliscono un’interruzione di quella meraviglia. E poi sceglie Sabaudia dove aveva vissuto momenti di felicità e dice che non è una città voluta dal fascismo, ma è una città che rientra nelle tradizioni della storia e, con un discorso di grande lucidità, ci dice che sceglie ‘Sabaudia come il luogo dello spirito per i miei riposi forzati e le mie ansie dei lavori futuri, sogni furiosi che mi tengono ancorato al mondo'”.


Viterbo - Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme - Da sinistra Maurizio Donadoni, Fabio Canessa e Vittorio Sgarbi

Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme – Da sinistra Maurizio Donadoni, Fabio Canessa e Vittorio Sgarbi


E Pasolini scelse anche la Tuscia. “Contemporaneamente – ha aggiunto ancora Sgarbi -, Pasolini aveva casa alla Torre di Chia, un altro luogo di ritiro dove lui viveva in un medioevo fantastico così come viveva in un fascismo fantastico. Tanto è vero che disse: ‘Quanto abbiamo riso noi intellettuali delle architetture del regime sulle città come Sabaudia. Eppure adesso questa città la troviamo assolutamente inaspettata. Sabaudia benché ordinata dal regime secondo certi criteri di carattere razionalistico estetizzante accademico non trova le sue energie nel regime che l’ha ordinata, ma trova le sue radici in quella realtà che il fascismo ha dominato tirannicamente ma che non è riuscito a scalfire, cioè la realtà dell’Italia provinciale, rustica e para -industriale che ha prodotto Sabaudia non nel fascismo”.


Viterbo - Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme

Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme


La conferenza si è articolata in un vero e proprio dialogo tra il critico d’arte, Fabio Canessa e Maurizio Donadoni. Diverse le riflessioni emerse, tra cui quella del ruolo che una persona nota, come Sgarbi stesso, possa ricoprire nel mondo contemporaneo. 


Viterbo - Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme

Viterbo – Incontro Gli Invisibili a Tuscia Terme


“In questi anni sono riuscito a rendere visibile Sutri, che era una città sommersa – ha concluso il critico d’arte -. Per cui sono orgoglioso, dopo tanti anni che la conoscevo, di aver potuto far conoscere la sua esistenza metafisica e nascosta. E quindi la visibilità di una persona è una responsabilità, ossia quella di far sì che quelli che sono rimasti senza voce, che sono rimasti sommersi, che sono rimasti nascosti, possano parlare. E quindi il mio compito l’ho svolto fin qui con il senso di un sentimento di chi ha una responsabilità. Ossia quella di far conoscere e far vedere quello che per molti è ignoto. Quindi il noto è quello che rende noto ciò che è ignoto”.

Maurizia Marcoaldi


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7 ottobre, 2024

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