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Viterbo – (sil.co.) – È stato scagionato dalla ex dopo un anno un viterbese di 55 anni che il 6 ottobre del 2023 avrebbe picchiato la compagna con talmente tanta violenza da procurarle lesioni personali giudicate dai sanitari dell’ospedale di Belcolle guaribili in 3o giorni. Per la precisione le avrebbe spezzato il secondo e terzo dito della mano destra.
Con l’aggravante di essersi scagliato contro la vittima davanti al figlioletto di poco più di un anno, anche lui condotto al pronto soccorso per accertamenti, il quale sarebbe apparso ai medici in stato di grande agitazione per avere assistito ai maltrattamenti, moitvo per cui gli sono state refertate lesioni personali giudicate guaribili in due giorni.
Finito a processo col giudizio immediato davanti al collegio per maltrattamenti aggravati e lesioni personali, l’uomo, tuttora sottoposto a divieto di avvicinamento, in tribunale si è presentato assieme al difensore Alberto Parroccini e alla parte offesa, il cui legale di parte civile, l’avvocato Dominga Martines, ha confermato la remissione di querela da parte della sua assistita e anche la revoca di costituzione di parte civile.
Ovviamente non è bastato al pm e al collegio, che hanno voluto comunque voluto procedere all’interrogatorio della donna, una 41enne originaria del Brasile, la quale ha parlato di liti frequenti ma di un’unica aggressione fisica.
“Il 6 ottobre dell’anno scorso, mentre stavamo litigando, mi mise la mano sulla bocca e io per toglierla mi sono fatta male. Il bimbo in ospedale piangeva, ma solo perché aveva sonno, non era a casa sua e aveva attorno degli estranei. E io stavo bene già dopo 15-20 giorni”, ha spiegato la donna, interrogata lungamente dal pubblico ministero e dal collegio.
“I problemi erano iniziati quando è venuta a vivere con noi mia figlia ventenne. Abbiamo capito che non era il caso andare avanti, quindi ci siamo separati, ma adesso tra noi va tutto benissimo, abbiamo l’affidamento congiunto, ora ad esempio nostro figlio sta con lui ed è un bravissimo padre. Sono innamorati l’uno dell’altro”, ha sottolineato.
Gli avvocati Parroccini e Martines hanno confermato l’affidamento congiunto, la ricomposizione dei rapporti e il nuovo equilibrio familiare. Accusa e difesa hanno chiesto l’assoluzione, accordata dal collegio, con la formula “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni al figlioletto, per remissione di querela dall’accusa di lesioni alla ex compagna.
– Le spezza le dita e la minaccia di morte davanti al figlioletto di un anno, 55enne subito a processo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

