- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Quella notte non era a casa perché aveva traslocato”, assolto l’imbucato del rave party

Condividi la notizia:

Viterbo – In attesa del processo per il rave party di Valentano, l’unico imputato su diecimila partecipanti ieri è stato assolto dall’accusa di avere violato una settimana prima del maxiraduno sul lago di Mezzano la misura cautelare dell’obbligo di dimora nella propria abitazione di Viterbo dalle 21 alle 6,30 del mattino.


Valentano - Rave party sul lago di Mezzano

Valentano – Rave party sul lago di Mezzano


Doveva essere un segnale quello che è successo la notte tra il 7 e l’8 agosto 2021 per Adurel Karafili, il pregiudicato 36enne d’origine albanese, unico fra i diecimila partecipanti a finire nei guai per avere preso parte al rave di Ferragosto, motivo per cui a gennaio dell’anno prossimo sarà processato per invasione di terreni in concorso e di nuovo per violazione dell’obbligo di dimora. 

La notte tra il 7 e l’8 agosto 2021 non fu trovato a casa dalla polizia, che ha suonato due volte senza risposta, al’1,50 e alle 3,40, il campanello della casa di via Cavour dove avrebbe dovuto stare. “Aveva appena traslocato”, ha detto il difensore Luigi Mancini, spiegando che il 36enne si era trasferito da alcuni giorni in un’altra abitazione situata in una vicina traversa. Fatto sta che Karafili è stato assolto dal giudice Jacopo Rocchi con formula piena, così come chiesto dalla stessa accusa.

Una settimana dopo, la sera della vigilia di Ferragosto avrebbe invece violato la misura cautelare per andare a recuperare un amico che gli aveva chiesto se poteva dargli un passaggio da Valentano per tornare a casa.  Quando è giunto sul posto, l’area era già “cinturata” da un cordone invalicabile di forze dell’ordine. Il 36enne avrebbe allora aggirato l’ostacolo, all’andata, imbucandosi al rave party passando per le stradine sterrate delle campagne circostanti. Salvo uscire dal “cancello principale” il giorno dopo, al ritorno. Era il 15 agosto quando lo hanno bloccato in località Marabò.

Rapitore di una bimba per sbaglio. Imbucato sfortunato, il 36enne il 4 settembre 2016 finì nei guai per il presunto tentativo di rapimento di una bambina nel passeggino a San Pellegrino. Arrestato verso le 22,30 della sera della fiera, completamente ubriaco, aveva scambiato la piccola per la figlia di un’amica. Peccato che non fosse lei. Spaventata a morte la piccina ha iniziato a piangere, facendo scoppiare il parapiglia. E per l’albanese è finita con l’arresto per sequestro di persona. Chiarito l’equivoco, i genitori della piccina lo hanno perdonato.

Maniaco mancato in via Cairoli. Due anni dopo è passato per un maniaco sessuale in pieno giorno a San Faustino. Erano circa le 13.30 del 6 dicembre 2018 quando, in fondo a via Cairoli, all’altezza del bar dei dominicani nel frattempo chiuso, mentre si trovava assieme a due amici, avrebbe cercato di baciare sulla bocca una giovane mamma che andava a prendere la figlia a scuola e brandito un coltello minacciando di morte il marito accorso per difenderla. Il processo per violenza sessuale e minacce si è chiuso con una condanna a quattro mesi per violenza privata e minacce, quando si è scoperto che non aveva provato a baciarla sulla bocca, ma l’aveva “annusata da dietro” quando è passata. 

Silvana Cortignani


Articoli: Rave party sul lago di Mezzano, rinviato all’anno prossimo il processo all’unico imputato su diecimila partecipanti – Diecimila al rave party, uno a processo – Per invasione di terreni in concorso – È Adurel Karafili l’unico a processo per il rave party di Valentano – Rave party sul lago di Mezzano, a processo soltanto l’imbucato… – Si imbuca al rave party in maniera rocambolesca, rischia il carcere


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: