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Rapina a mano armata dal benzinaio, slitta processo a uno dei due banditi

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Montefiascone – Rapina a mano armata dal benzinaio, slitta a primavera il processo a uno dei due banditi travisati con le tute bianche da operatori Covid che la mattina del 13 ottobre dell’anno scorso assaltarono una stazione di servizio di Montefiascone, in via Santa Maria delle Grazie.


Montefiascone - Carabinieri - La pistola sequestrata

Montefiascone – Carabinieri – La pistola sequestrata


I rapinatori piombarono a tutta velocità con una macchina bianca nel piazzale e picchiarono selvaggiamente l’addetto che si trovava all’interno del gabbiotto. Vittima un giovane nigeriano, cui rubarono i 400 euro dello stipendio preso la sera prima. 

Rapina il 13 ottobre. Il successivo primo novembre, a due settimane di distanza, grazie alla videosorveglianza e al ritrovamento della pistola e delle tute utilizzate per il camuffamento, i carabinieri della compagnia di Montefiascone hanno notificato alla coppia le misure cautelari dell’obbligo di dimora” per uno degli autori e dell’obbligo di firma giornaliero presso la locale caserma per l’altro.

I militari hanno inoltre rinvenuto e sequestrato la pistola utilizzata, rivelatasi una scacciacani senza tappo rosso, e le tute Covid utilizzate, nonché le targhe false montate sulla macchina per darsi alla fuga.

In azione una coppia di rapinatori italiani, entrambi del posto. L’altro imputato ha scelto di chiudere la vicenda ricorrendo a riti alternativi, mentre conta di discolparsi davanti al collegio il presunto complice, D.M., difeso dall’avvocato Orietta Celeste. Tra le prove ammesse lo scorso 20 febbraio al processo, le riprese delle telecamere di videosorveglianza che hanno incastrato i due malviventi, che indossavano delle mascherine e delle tute bianche come quelle che usavano gli operatori ai tempi del Covid.

Ieri la prima udienza testi è stata rinviata alla prossima primavera, quando il collegio conta di chiudere il processo, procedendo anche con l’interrogatorio dell’imputato e la sentenza. 

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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