Viterbo – Medio Oriente, continuano gli scontri a sud del Libano. Martedì le truppe italiane, tra cui alcuni soldati dell’Aves di Viterbo, sono state spostate nella base italiana e dovrebbero rimanerci tranne “rivedere ad horas le decisioni di lasciare il contingente nazionale schierato”, ha fatto sapere il ministro Crosetto.
Viterbo – Aves – Immagine di repertorio
Ieri il del ministro della Difesa, prima nell’audizione nelle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha confermato che l’Italia manterrà il proprio impegno nella missione Unifil “fin quando l’Onu sarà in grado di operare”, ma ha aggiunto che “nell’interesse dei nostri militari siamo pronti a rivedere ad horas le decisioni di lasciare il contingente nazionale schierato”.
Ha inoltre precisato che la decisione di ritirarsi “non può essere una decisione unilaterale perché è una missione Onu”. Crosetto ha poi dato il suo assenso a “un rafforzamento del contingente”, sottolineando che “o ci sono le forze dell’Onu nel sud del Libano o ci sono i soldati israeliani e la differenza è chiara a tutti.
La difesa – ha continuato Crosetto – è pronta a fare la sua parte, qualora necessario, è in grado di condurre operazioni di estrazione del contingente nazionale anche in modo autonomo”. Ha però sottolineato che, per quanto riguarda i mille militari italiani al confine tra Libano e Israele, “il livello di rischio per quanto avvenuto negli ultimi giorni non è aumentato poiché loro non sono obiettivo di attacchi diretti da parte di nessuna delle due parti, cionondimeno la situazione rimane molto difficile, preoccupante per la possibilità di incidenti non voluti che non possono essere mai esclusi”.
L’Italia è presente all’interno della missione Unifil con circa 1200 soldati.
I viterbesi che si trovano nel conflitto provengono dall’Aves di Viterbo. Dal 1979 l’Aves fornisce ininterrottamente un task group elicotteri a Naqoura, in Libano, nell’ambito della missione Unifil (United nations interim force In Lebanon).
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