Viterbo – (sil.co.) – Un anno al pusher 37enne del Murialdo, arrestato due volte con la droga ma non durante lo spaccio. Arrestato due volte per spaccio dalla polizia tra maggio e giugno, ieri è stato condannato a un anno di reclusione senza alcun beneficio. Nonostante non sia stato in realtà arrestato mentre cedeva droga, ma solo in possesso di stupefacente. Secondo la difesa per uso personale.
Una pattuglia della polizia
Imputato un pregiudicato 37enne viterbese del Murialdo, il cui difensore, ricordando come sia un tossicodipendente di lunga data, in carico al Serd della Asl, ha provato a chiedere la sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità presso una cooperativa sociale, sentendosi dire no.
Lo scorso 6 maggio, mentre era ai domiciliari, è stato beccato da personale della squadra volante nella soffitta della sua abitazione con cocaina e soldi in contanti. Nella tasca dei pantaloni, in particolare, gli agenti hanno rinvenuto due involucri confezionati con cellophane contenenti 10 grammi di cocaina, oltre a 665 euro in contanti dei quali il 37enne non ha saputo giustificarne la provenienza. In casa anche un bilancino elettronico di precisione.
Il successivo 24 giugno, il 37enne è stato nuovamente arrestato, stavolta dalla squadra mobile, che nel corso di una perquisizione domiciliare in casa del 37enne ha sequestrato eroina, hashish e cocaina, oltre a denaro contante e un bilancino di precisione.
Ieri è arrivata la condanna a un anno di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato. Una decisione su cui deve avere pesato il curriculum ricco di precedenti dell’imputato, cui il giudice Giovanna Camillo ha inflitto una pena pari al doppio rispetto ai sei mesi chiesti dall’accusa.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
