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Droga “lanciata” in carcere, il bilancio è di due arresti e quattro indagati a piede libero

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Viterbo – (sil.co.) – Lanci di droga in carcere, due arresti e quattro indagati a piede libero. È il bilancio del blitz messo a segno durante il ponte di Ognissanti dal nucleo investigativo della polizia penitenziaria del Nicandro Izzo di Viterbo.


Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla


Gli agenti del Nic avrebbero agito in borghese, cogliendo in flagranza di reato i due arrestati. La banda sarebbe invece composta da romeni e magrebini. Non si escludono ulteriori sviluppi nelle indagini. Secondo fonti attendibili, potrebbe trattarsi di una rete più ampia e ben strutturata, con complicità anche all’interno del carcere.

Un’operazione coordinata per la procura dal pubblico ministero Flavio Serracchiani e coperta fino all’ultimo dal più assoluto riserbo, nonostante da mesi gli investigatori fossero sulle tracce della banda di malviventi che dal lato verso la zona artigianale-industriale del Poggino della casa circondariale sarebbero riusciti a “lanciare” sostanze stupefacenti al suo interno. 

Il blitz, come detto, è scattato sabato 2 novembre, sfociando nel sequestro di circa un chilo di sostanza stupefacente e di diversi telefonini, che secondo gli investigatori stavano per essere introdotti dal retro all’interno della struttura penitenziaria di Viterbo, il cui ingresso è in strada Mammagialla, sulla Teverina.

Secondo Uilpa polizia penitenziaria Lazio, sembrerebbe che all’interno delle mura di Mammagialla venissero lanciati involucri pieni di materiale e sostanze illecite destinati ai detenuti presso il reparto D1, lo stesso che nel luglio scorso è stato fortemente danneggiato da un incendio in seguito a una rivolta rivolta degli stessi.

Gli “ospiti” nel frattempo avrebbero superato quota 700 presenze (170% di sovraffollamento) a fronte di un organico di polizia penitenziaria ancora carente di oltre 80 unità.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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