Viterbo – “Finalmente potrò fare una passeggiata con la mia bambina”. Eviya è la mamma di Sofia, una bambina di 10 anni appena colpita da una grave patologia genetica, unica al mondo, che le causa un grave ritardo psicomotorio. Per poterla affrontare e sperare in un futuro diverso, Sofia aveva bisogno di un esoscheletro.
Viterbo – Santa Barbara – Eviya e Sofia
Sofia è la prima bambina in Italia che utilizza un esoscheletro. In Europa ci sono solo altri cinque bambini che lo fanno. Uno in Spagna e quattro in Polonia.
Il macchinario è stato acquistato in Canada dove Eviya e Sofia sono state per 15 giorni per imparare ad utilizzarlo.
Viterbo – Santa Barbara – La presentazione dell’esoscheletro
Un macchinario molto costoso, acquistato grazie a una raccolta fondi iniziata a marzo, che ha coinvolto tantissime persone e permesso di raccogliere 46 mila euro. Un risultato straordinario ottenuto grazie a una splendida campagna di solidarietà.
Ieri pomeriggio, nella palestra della chiesa di santa Barbara a Viterbo, l’appuntamento “per ringraziare tutti – dice Eviya – della grande opportunità che ci è stata regalato”.
Viterbo – Santa Barbara – La presentazione dell’esoscheletro
Una campagna di solidarietà merito del lavoro fatto dalle consigliere comunali Francesca Sanna e Melania Perazzini che si sono subito attivate per raccogliere i fondi necessari e predisporre il viaggio in Canada, organizzando cene e coinvolgendo il più alto numero di persone possibile.
Ieri pomeriggio in palestra erano a fianco di Eviya e Sofia. Con loro anche l’assessore Giancarlo Martinengo, le consigliere Lina Delle Monache e Alessandra Troncarelli.
Viterbo – Santa Barbara – Le consigliere Francesca Sanna e Melania Perazzini
“Il macchinario funziona collegandosi a un programma che accende la batteria e mette in movimento il tutto – spiega Eviya -. Per mia figlia è come un allenamento. Facendo esercizi tutti i giorni, mia figlia inizierà a camminare autonomamente, aiutando anche a me a migliorare e facilitare la mia vita. Prima facevo tutto da sola, senza alcun aiuto. Spostavo fisicamente mia figlia passo dopo passo. Grazie all’esoscheletro potrò invece, finalmente, fare una passeggiata con la mia bambina”.
Viterbo – Santa Barbara Eviya, la mamma di Sofia
Eviya scopre la patologia di Sofia appena arrivata in Italia, nel 2014. “Siamo venuti dall’Ucraina nel 2014 – racconta Eviya – a causa del primo conflitto con la Russia. Una volta ottenuto l’asilo politico è iniziata la nostra nuova vita. Dopo una settimana dal nostro arrivo, il dottor Marenzoni ha capito che c’era qualcosa che non andava e Sofia è stata ricoverata al Bambin Gesù dove le hanno diagnosticato una patologia unica nel mondo. Una patologia che non ha ancora un nome, ma soltanto un codice”.
La storia Sofia ha commosso in tanti e l’appello della madre, che dall’Ucraina si è rifugiata a Viterbo, non è passato inosservato. Prima una raccolta fondi lanciata a gennaio 2024 su GoFundMe, poi la risposta di migliaia di persone che da Viterbo, dall’Italia e dal mondo hanno deciso di contribuire affinché Sofia potesse a camminare. Un fiume di iniziative e di eventi.
“Ci siamo messe insieme per raccogliere i fondi per l’esoscheletro – proseguono poi Sanna e Perazzini -. Il 20 marzo abbiamo fatto la prima cena alla chiesa delle Farine con il sostegno del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa e degli Amici di Galiana. Dopodiché è stata la volta della parrocchia di Santa Barbara che ci ha permesso di raccogliere 6500 euro dei 46 mila totali. Un lavoro di squadra. Abbiamo anche preso contatti con l’università in Canada”.
Viterbo – Santa Barbara – Eviya presenta l’esoscheletro
“La spinta che ci ha permesso di andare avanti – aggiungono Sanna e Perazzini – è stata soprattutto la grande tenacia di Eviya che non ha accetto i no delle strutture pubbliche. Alla fine innescato un vero e proprio movimento di solidarietà che ha visto anche la partecipazione di realtà come gli Amici della fratellanza di Gradoli, soggetti privati, associazioni, parrocchie, il vescovo Orazio Francesco Piazza, gli Amici di Galiana, il Sodalizio dei facchini, l’associazione insieme con Giordano di Roma che hanno pagato le spese di viaggio in Canada, e tante altre persone”.
Daniele Camilli
Video: Il sogno di Sofia è realtà, l’inaugurazione dell’esoscheletro
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