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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore Carlo Galeotti,
le scrivo pubblicamente dopo qualche scambio avuto in privato per fare appello alla sua testata per portare l’attenzione su un problema volutamente ignorato dall’amministrazione Frontini.
Premessa: so di essere probabilmente ormai stato un grande sostenitore e promotore di questa amministrazione, ma se la comunicazione per cui avevo invitato a sceglierla si rivela più che fallimentare non posso che prendere atto del mio errore di valutazione.
E non per acredine nei confronti della sindaca ma semplicemente perché ho a cuore la mia città e i suoi cittadini come mi piacerebbe che questa amministrazione avesse a cuore disabili, famiglie e turisti.
Il problema è l’ascensore che collega Valle Faul a piazza del Sacrario, riportato questa mattina anche da Tusciaweb.
La vergogna è la comunicazione a riguardo e la manifesta mancanza di rispetto per disabili, famiglie e turisti.
Se, a fatica, si può comprendere che da mesi l’ascensore funzioni a singhiozzo e che non si riesca a ripararlo una volta per tutte, ciò che risulta impossibile capire è come non ci sia interesse nel comunicarlo.
Il minimo sindacabile sarebbe stato un cartello direttamente sull’ascensore, in cui si informava del malfunzionamento e ci si scusava per il disagio.
Un piccolo passo in più sarebbe stato, come fatto in passato, collocare anche delle strisce bianche e rosse così che da lontano si potesse subito capire l’impossibilità di usarlo.
Una comunicazione sufficiente sarebbe stata comunicare il guasto anche sui canali istituzionali e social del comune, informando anche la stampa a riguardo.
Una comunicazione buona avrebbe messo anche dei cartelli quantomeno all’ingresso parcheggi prossimi all’ascensore per evitare il disagio.
Una comunicazione ottima avrebbe informato guide turistiche e associazioni di disabili così da far circolare la comunicazione, aggiornando anche sugli interventi di manutenzione e spiegando perché non funziona.
Probabilmente chi si dovrebbe occupare di questo ignora che cosa significhi per un genitore o un caregiver o disabile avere questo ascensore rotto.
Provo a spiegarlo qui: parcheggiare, pagare il parcheggio, scaricare la sedia rotelle, caricarci il disabile, percorrere la strada fino all’ascensore e scoprire che non funziona dovendo così ricaricare il disabile macchina, sollevare nuovamente la carrozzina, buttare i soldi del parcheggio e cercarne un altro in una zona più strategica è una frustrazione e una perdita di tempo.
Ci si impiega molto più a fare questo che a stampare e ad appendere un cartello. Ed è questo che non è accettabile.
Dov’è il rispetto dei disabili? E quello per il tempo dei caregiver?
E quello per la città che dà il suo peggior benvenuto ai turisti?
Insieme a mia nonna Licia Fertz, straordinaria attivista a 94 anni e disabile con cui ho vissuto in prima persona questi disagi, abbiamo avviato una raccolta firme per invitare i concittadini a chiedere una gestione efficace dell’ascensore.
E per raccontare nei commenti della petizione la loro esperienza e i problemi che hanno vissuto a causa di queste inadempienze.
Questo l’indirizzo della petizione su change.org: https://chng.it/vMXks84wkB.
Emanuele Usai
