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Lettere al direttore - Viterbo - Scrive Emanuele Usai sul collegamento da Valle Faul al Sacrario: "Problema volutamente ignorato" - Lanciata una petizione per chiedere una gestione efficace

“Grave l’ascensore che non funziona, vergognosa la gestione della comunicazione dell’amministrazione Frontini…”

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Licia Fertz ed Emanuele Usai

Licia Fertz ed Emanuele Usai

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore Carlo Galeotti, 

le scrivo pubblicamente dopo qualche scambio avuto in privato per fare appello alla sua testata per portare l’attenzione su un problema volutamente ignorato dall’amministrazione Frontini.

Premessa: so di essere probabilmente ormai stato un grande sostenitore e promotore di questa amministrazione, ma se la comunicazione per cui avevo invitato a sceglierla si rivela più che fallimentare non posso che prendere atto del mio errore di valutazione. 

E non per acredine nei confronti della sindaca ma semplicemente perché ho a cuore la mia città e i suoi cittadini come mi piacerebbe che questa amministrazione avesse a cuore disabili, famiglie e turisti. 

Il problema è l’ascensore che collega Valle Faul a piazza del Sacrario, riportato questa mattina anche da Tusciaweb.

La vergogna è la comunicazione a riguardo e la manifesta mancanza di rispetto per disabili, famiglie e turisti.

Se, a fatica, si può comprendere che da mesi l’ascensore funzioni a singhiozzo e che non si riesca a ripararlo una volta per tutte, ciò che risulta impossibile capire è come non ci sia interesse nel comunicarlo.

Il minimo sindacabile sarebbe stato un cartello direttamente sull’ascensore, in cui si informava del malfunzionamento e ci si scusava per il disagio.

Un piccolo passo in più sarebbe stato, come fatto in passato, collocare anche delle strisce bianche e rosse così che da lontano si potesse subito capire l’impossibilità di usarlo.

Una comunicazione sufficiente sarebbe stata comunicare il guasto anche sui canali istituzionali e social del comune, informando anche la stampa a riguardo. 

Una comunicazione buona avrebbe messo anche dei cartelli quantomeno all’ingresso parcheggi prossimi all’ascensore per evitare il disagio. 

Una comunicazione ottima avrebbe informato guide turistiche e associazioni di disabili così da far circolare la comunicazione, aggiornando anche sugli interventi di manutenzione e spiegando perché non funziona.

Probabilmente chi si dovrebbe occupare di questo ignora che cosa significhi per un genitore o un caregiver o disabile avere questo ascensore rotto.

Provo a spiegarlo qui: parcheggiare, pagare il parcheggio, scaricare la sedia rotelle, caricarci il disabile, percorrere la strada fino all’ascensore e scoprire che non funziona dovendo così ricaricare il disabile macchina, sollevare nuovamente la carrozzina, buttare i soldi del parcheggio e cercarne un altro in una zona più strategica è una frustrazione e una perdita di tempo.

Ci si impiega molto più a fare questo che a stampare e ad appendere un cartello. Ed è questo che non è accettabile. 

Dov’è il rispetto dei disabili? E quello per il tempo dei caregiver?

E quello per la città che dà il suo peggior benvenuto ai turisti?

Insieme a mia nonna Licia Fertz, straordinaria attivista a 94 anni e disabile con cui ho vissuto in prima persona questi disagi, abbiamo avviato una raccolta firme per invitare i concittadini a chiedere una gestione efficace dell’ascensore. 

E per raccontare nei commenti della petizione la loro esperienza e i problemi che hanno vissuto a causa di queste inadempienze.

Questo l’indirizzo della petizione su change.orghttps://chng.it/vMXks84wkB.

Emanuele Usai


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8 novembre, 2024

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