Viterbo – “La legalità deve continuare a crescere e deve essere lo scopo della nostra vita quotidiana”. Le parole del comandante provinciale dei carabinieri, Massimo Friano, durante la celebrazione della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma.
Viterbo – L’Arma dei carabinieri celebra la Virgo Fidelis – Massimo Friano
La ricorrenza è stata festeggiata oggi nella chiesa della Santissima Trinità alla presenza delle autorità e delle istituzioni cittadine, tra cui il prefetto di Viterbo, Gennaro Capo, l’assessore Giancarlo Martinengo in rappresentanza del Comune, il procuratore della Repubblica, Paolo Auriemma, Fabio Zampaglione in rappresentanza della Questura.
Oltre al tema della legalità, Friano ha ricordato l’importanza del concetto di fedeltà nell’Arma. “La parola fidelis – ha spiegato -, fedeltà, è una parola che ogni carabiniere si porta addosso da subito e non viene meno nemmeno quando si toglie la divisa. Lo dicono anche le prime parole del giuramento”.
Viterbo – L’Arma dei carabinieri celebra la Virgo Fidelis
Una fedeltà che i carabinieri, ha sottolineato Friano, portano soprattutto “nei confronti delle comunità che vengono loro affidate”.
Poi una parola ad alcuni studenti presenti alla celebrazione, importanti perché rappresentano il futuro. “Lo scopo di noi adulti e genitori – ha spiegato Friano – è farvi crescere forti, coraggiosi e responsabili. Provate ad essere persone che donano il sorriso a chi è intorno a voi e circondatevi di persone che sono così”.
Viterbo – L’Arma dei carabinieri celebra la Virgo Fidelis
Nello stesso evento sono state commemorate anche la Giornata dell’albero, la Giornata dell’orfano e la “Battaglia di Culqualber”. Oggi ricorre l’83esimo anniversario e valse alla Bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’oro al valor militare.
A ricordarla don Luigi Fabbri nella sua omelia parlando del sacrificio dei carabinieri in quell’occasione e in ogni occasione che si trovano ad affrontare da sempre nella storia.
Viterbo – L’Arma dei carabinieri celebra la Virgo Fidelis
“Facciamo memoria dei carabinieri caduti in Etiopia ma anche di tutti i carabinieri morti negli anni nell’adempimento del loro dovere – ha detto don Luigi -. Il servizio dei carabinieri è quotidiano, per rendere più giusta e umana la società con generosità e spirito di abnegazione”.
Il comandante provinciale Friano, infine, ha parlato della cosa più importante, la legalità, rivolgendosi soprattutto ai giovani. “La legalità – ha detto – deve continuare a crescere e deve essere lo scopo della nostra vita quotidiana”.
Elisa Cappelli
Storia della Virgo Fidelis
Il titolo “Virgo Fidelis” che esprime in tutto significato della vita di Maria e della Sua missione di Madre e di Corredentrice del genere umano affidataLe da Dio, non ha mai avuto una risonanza universale e un culto particolare nella chiesa. Nella liturgia infatti non esiste una speciale festa. Il merito maggiore della diffusione e dell’affermazione del culto alla “Vergine Fedele” è della “Benemerita e Fedelissima” Arma dei Carabinieri d’Italia.
Nell’Arma il culto alla “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale per iniziativa di S.E. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Ordinario Militare d’Italia, e di P. Apolloni S.J., Cappellano Militare Capo.
Lo stesso Comandante Generale prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine, Patrona dei Carabinieri.
Lo scultore architetto Giuliano Leonardi rappresentò la Vergine in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada legge in un libro le parole profetiche dell’Apocalisse: “Sii fedele sino alla morte” (Apoc.2,10).
La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come celeste Patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei secoli fedele”.
L’8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII di v.m., accogliendo l’istanza di S.E. Mons. Carlo Alberto di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber.
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