Carabinieri e ambulanza – Immagine di repertorio
Fabrica di Roma – (sil.co.) – Trentenne pestato a sangue e rapinato dal branco il giorno di Pasquetta del 2021, al rush finale dopo un lungo stop il processo ai sei autori della feroce aggressione messa a segno oltre tre anni fa a Fabrica di Roma, tutti giovanissimi, uno all’epoca ancora minorenne.
La vittima fu massacrata di botte in pieno giorno e in pieno centro, verso le 16 del 5 aprile 2021, lunedì di Pasquetta, quando tutta Italia era chiusa in casa per la zona rossa. Prognosi provvisoria, trenta giorni. Per due pacchetti di sigarette e dieci euro.
Furono svolte indagini lampo, sfociate nel giro di pochi giorni nell’identificazione di quattro giovani di Fabrica di Roma, tutti con precedenti di polizia, e di due fratelli di Varese, uno dei quali minorenne mentre l’altro gravato anche lui da molti precedenti. I cinque maggiorenni sono finiti a processo per lesioni personali aggravate davanti al tribunale di Viterbo.
Sono stati riconosciuti nell’immediatezza dalla vittima e poi dagli stessi carabinieri che hanno visionato le telecamere della videosorveglianza del paese, estrapolandone i frame in cui sono ripresi in primo piano di faccia e inserendoli in un fascicolo fotografico finito agli atti del processo.
L’ultima udienza si è tenuta nei giorni scorsi, dopo di che il processo è stato rinviato a novembre per la discussione.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
