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Semina il panico al pronto soccorso, la dottoressa dei codici rossi: “Aggrediva medici e infermieri”

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Viterbo – (sil.co.) – Arriva in ospedale in piena notte e semina il panico aggredendo medici e infermieri del pronto soccorso di Belcolle perché vuole essere visitato subito in barba al triage. Il processo è ripreso ieri con la testimonianza della dottoressa di turno, che si trovava nella sala dei codici rossi, costretta a lasciare i suoi pazienti per correre a vedere cosa stesse succedendo. 


Il pronto soccorso di Belcolle

Il pronto soccorso di Belcolle


Erano circa le 6 di mattina della notte tra il 14 e il 15 giugno 2018 quando l’uomo, ubriaco e vittima di un incidente stradale, è stato bloccato dalla polizia.

“Dal triage proveniva un grande trambusto, io sono accorsa e ho trovato un paziente che insultava medici e infermieri, aggressivo verbalmente e fisicamente. C’erano carte e oggetti buttati per terra, la stanza a soqquadro. Poi è arrivata la polizia e pian piano si è calmato, ma quando gli ho chiesto se volesse essere visitato ha rifiutato le cure”, ha spiegato il medico in tribunale.

Il paziente “impaziente” sarebbe piombato al pronto soccorso aggredendo l’infermiere del triage: “Voglio subito un medico, pezzo di m… “. Protagonista un 38enne d’origine albanese, finito a processo davanti al giudice Jacopo Rocchi  per oltraggio, resistenza, minaccia a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. 

“È voluto entrare direttamente nelle sale, dicendo che ero io che non volevo farlo visitare”, ha spiegato all’udienza dello scorso 9 ottobre l’infermiere che ha accolto al pronto soccorso l’imputato, giunto in ospedale assieme a un uomo e a una donna.“Il vigilante ha chiamato la polizia, che si è precipitata con due pattuglie. Eravamo in 5-6 nella stanza del medico, mentre lui aggrediva agenti e personale, rifiutando le cure e lanciandosi in minacce di tutti i tipi”, ha proseguito il sanitario.

“Dato che la situazione si stava facendo pericolosa per tutti, lo abbiamo ammanettato e portato in ufficio, dove ha continuato a dare in escandescenze, mostrando il pugno a un ispettore ‘ti aspetto fuori, ti metto sotto con la macchina’ e minacciando ‘vi siete messi contro gli albanesi, sono cazzi vostri, avete una vita privata, vi vengo a cercare e sono cazzi vostri’”, ha testimoniato uno degli agenti della squadra mobile che hanno condotto l’intervento. 

Al termine dell’udienza, il giudice ha rinviato il processo a maggio per sentire l’umico teste della difesa, l’amica che era con lui, ma la testimonianza era stata rinviata tre mesi fa in quanto la donna sarebbe stata bloccata in Libano a causa della guerra. 


Articoli: Piomba al pronto soccorso e insulta infermiere del triage: “Voglio subito un medico, pezzo di m… “ – Ubriaco dà in escandescenze al pronto soccorso


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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