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Sferrò una bottigliata in faccia a un avventore in un bar di San Pellegrino, condannato

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Viterbo – (sil.co.) – È stato condannato a 6 mesi di reclusione dal giudice Jacopo Rocchi il viterbese che cinque anni fa ha aggredito senza motivo un 49enne che stava seduto a bere qualcosa con un’amica in un bar del quartiere medievale di San Pellegrino sferrandogli una bottigliata in faccia senza un perché. I fatti, raccontati in aula lo scorso 9 ottobre dalla stessa vittima, risalgono a una sera di maggio del 2019 e sono avvenuti tra le 20,45 e le 21.


Viterbo - La polizia in centro

Viterbo – La polizia in centro


“Io e la mia amica stavamo seduti a un tavolo all’interno del locale, che nel frattempo ha chiuso, vicino alla portafinestra. A un certo punto è entrato uno di fretta con una bottiglia di birra in mano, ha dato un’occhiata alla donna, quindi si è rivolto verso di me con un sorriso e me l’ha sbattuta in faccia”, ha spiegato la parte offesa.

Dopo la violenta aggressione, l’imputato, finito a processo per lesioni aggravate, non si sarebbe dato alla fuga, ma si sarebbe limitato ad allontanarsi di una cinquantina di metri, dove poco dopo è stato bloccato dalla polizia, intervenuta col 118 una volta scattato l’allarme in soccorso del ferito.

Sul posto un bicchiere di vetro rotto e una bottiglia di vetro integra, mentre la parte offesa presentava una vistosa ferita sanguinante a uno zigomo. All’aggressore è stata contestata l’aggravante dell’uso della bottiglia come arma. 

“Mi ha sferrato la bottigliata sul volto all’improvviso, senza che avessi il tempo di scansarmi, tagliandomi sullo zigomo destro e  ferendomi anche alla mano destra con cui tenevo il bicchiere, che si è rotto a causa della violenza del colpo riducendosi in cocci di vetro”, ha proseguito in aula il 49enne.

La vittima ha anche ribadito più volte di non avere idea del movente dell’aggressione: “L’imputato è uno che conosco di vista, perché è uno che gira parecchio e a Viterbo è facile da incontrare”. 

Ieri la condanna a una pena di sei mesi di reclusione, come chiesto dalla pubblica accusa. 


– Sangue in un bar del centro, la vittima: “Mi ha sferrato una bottigliata in faccia senza un perché”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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