Viterbo – (sil.co.) – Stadio Rocchi, il gip del tribunale di Viterbo si è riservata sull’opposizione alla richiesta di archiviazione della denuncia per turbativa d’asta presentata dalla Viterbese di Marco Romano contro la sindaca Chiara Frontini. La decisone potrebbe arrivare a giorni. Ieri l’udienza a porte chiuse davanti al giudice Fiorella Scarpato.
La sindaca Chiara Frontini
Sei le presunte parti offese, sei gli indagati. Oltre alla sindaca Chiara Frontini, il marito Fabio Cavini, l’assessore Emanuele Aronne, l’ex patron gialloblù Piero Camilli, i dirigenti sportivi Francesco Maria Torroni e Gianni Patrizi.
Nessuno era presente in tribunale, dove sono comparsi i rispettivi legali, ovvero Roberto e Francesco Massatani per la sindaca, Giovanni Labate per il marito e l’assessore, Enrico Valentini e Fausto Barili per l’ex patron e i due dirigenti sportivi.
Tra le parti offese, la Us Viterbese 1908 srl e altre cinque società, tutte assistite dall’avvocato Luca Tilia del foro di Reggio Calabria. Sono Tecnologia & Sicurezza srl, Ts Learning srl, Ts Italia srl, Ts Net srl e Edilbonus srl.
Tribunale – Gli avvocati Francesco Massatani, Fausti Barili, Roberto Massatani, Enrico Valentini e Giovanni Labate
Il reato, in particolare, è quello previsto dall’articolo 353 bis del codice penale, ovvero turbata libertà del procedimento di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione. Punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da 103 euro a 1032 euro.
Una denuncia scaturita dalle affermazioni fatte dalla sindaca Frontini durante una riunione di Viterbo 2020 alle terme Salus il 23 novembre 2023.
Un incontro durante il quale la sindaca aveva detto: “Quando abbiamo deciso di non prorogare la convenzione con la Viterbese di Marco Romano abbiamo fatto una discreta forzatura”. Per poi aggiungere: “Abbiamo creato e costruito le condizioni affinché quelle clausole della pre-intesa venissero a decadere così da poterci svincolare dalla gestione di Romano”.
“È stata cancellata una squadra e chiediamo alla magistratura di fare luce su tutta quanta la vicenda – aveva detto Romano – è stata praticamente cancellata una squadra e sono stati creati dei danni di immagine a una struttura e a noi imprenditori che abbiamo investito e speso tanti soldi nella Viterbese in questi anni. Abbiamo dovuto smantellare tutto quello che c’era allo stadio, i led di nostra proprietà, la palestra che avevamo comprato, le attrezzature, gli impianti. Abbiamo dovuto liberare lo stadio dopo gli investimenti fatti con un danno economico, morale e di categoria. E tutto questo non ci sembra giusto”.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

