Viterbo – “La Resistenza antifascista deve essere un impegno quotidiano. Ed è per questo che è fondamentale portare i suoi valori in piazza”. Il presidente dell’Anpi Enrico Mezzetti alla festa della Liberazione, 25 aprile. Questa mattina in piazza dei Caduti a Viterbo.
Enrico Mezzetti
“Il fascismo e il neofascismo – dice Mezzetti – non sono dottrine coerenti ma una forma di gestione autoritaria del potere. Il fascismo e il neofascismo sono un vuoto che dice tutto e il contrario di tutto. Per questo si può adattare ad ogni epoca”.
Oltre 200 le persone che hanno preso parte al corteo partito da porta Romana. Presenti, per la prima volta, anche i braccianti agricoli della Uila di Viterbo.
Viterbo – Le celebrazioni del 25 aprile
Un corteo che da porta Romana ha attraversato via Garibaldi per poi fermarsi davanti al liceo classico di via Tommaso Carletti per rendere omaggio al partigiano Mariano Buratti cui è dedicata la scuola.
“Voglio poi ricordare – prosegue Mezzetti – che tanti italiani massacrarono civili e innocenti. Altro che italiani brava gente. Furono anche loro a straziare i corpi di uomini, donne, anziani e bambini. Questo non lo possiamo dimenticare. Ed è sempre nelle lotte che si può trovare una traccia del mondo nuovo sognato 80 anni fa”.
Chiara Frontini
“Un pensiero commosso va poi a Francesco – ricorda Mezzetti -, il Papa della pace, del lavoro. Il Papa dei migranti di cui oggi c’è una grande rappresentanza, i braccianti portati in piazza dalla Uila di Viterbo”.
Assieme a Mezzetti, ci sono la sindaca Chiara Frontini, il presidente della provincia Alessandro Romoli, la vice presidente del parlamento europeo Antonella Sberna, il presidente della commissione parlamentare infrastrutture e ambiente Mauro Rotelli, il deputato Francesco Battistoni, il prefetto Gennaro Capo, il questore Luigi Silipo, il vice presidente del consiglio regionale Enrico Panunzi, il consigliere regionale Daniele Sabatini, gli assessori e consiglieri comunali, le forze dell’ordine e militari, la diocesi con don Luigi Fabbri e la dirigente scolastica del liceo classico Buratti Clara Vittori, Cgil e Spi Cgil.
In piazza l’Anpi, l’Arci, la Rete degli studenti medi, PerCorso, TusciaPride, il comitato No Scorie, la Uila Viterbo e la Fpl Viterbo con i segretari generali Antonio Biagioli e Maurizio Bizzoni.
“Celebrare il 25 aprile – sottolinea Romoli – significa riconoscere che non c’è nulla di più prezioso della libertà. 80 anni fa l’Italia spezzava le catene della dittatura. Il 25 aprile segna una svolta fondamentale nella nostra storia. Il giorno in cui il popolo italiano ha ripreso in mano il proprio destino”.
“Anche oggi – continua Romoli – non siamo chiamati solo a ricordare, ma a scegliere. Il 25 aprile è autentico solo se trova un riflesso nel nostro vivere quotidiano. Solo se trasformiamo la memoria in azione, in coscienza, in libertà”.
“Questa festa – evidenzia Frontini – deve entrare a far parte della cultura condivisa del nostro paese, di tutti gli italiani e di tutti i viterbesi. Le divisioni e i dubbi sul 25 aprile sono incomprensibili. I valori della costituzione sono un patrimonio fondamentale. Oggi la nuova generazione di amministratori ha un dovere preciso, raccogliere il testimone della storia”.
“Chi disegna insulti sui manifesti del 25 aprile – conclude Frontini – è fuori dal tempo. L’Italia ha bisogno di una memoria nazionale comune. E non c’è costruzione se non c’è condivisione di un progetto comune. È ora di fare della Liberazione un patrimonio condiviso. Ed è nella capacità di costruire che si difendono i valori della libertà”.
Subito dopo la cerimonia ufficiale, una manifestazione organizzata dall’Anpi in piazza Benedetto Croce.
Daniele Camilli
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