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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 25 aprile non è una celebrazione del passato, ma un richiamo vivo e urgente alla responsabilità verso il presente e il futuro.
In quella data, ottant’anni fa, donne e uomini scelsero di opporsi all’oppressione, al silenzio, alla paura. Scelsero di lottare per una democrazia che non era ancora nata, ma che già esisteva nei loro gesti, nelle parole, nel coraggio di resistere.
Oggi quella stessa democrazia ci interpella. Non è una conquista definitiva, né un privilegio da dare per scontato. È un bene fragile, che si costruisce ogni giorno: nella scuola, nel lavoro, nel rispetto delle differenze. Ma soprattutto, è un diritto che ancora oggi non è garantito a tutte e a tutti, nel mondo.
Mentre celebriamo la Festa della Liberazione, non possiamo ignorare che in molti paesi la libertà è ancora negata, la parola è censurata e le donne e gli uomini che chiedono giustizia vengono perseguitati. In questo contesto, il senso del 25 aprile non può restare un fatto nazionale: deve diventare un messaggio universale, da difendere e da portare oltre i nostri confini.
L’Italia ha una responsabilità storica e morale nel farsi portatrice dei valori della Resistenza: libertà, giustizia, pace, uguaglianza. Non solo in patria, ma anche attraverso la solidarietà internazionale, la cooperazione, la diplomazia e l’impegno civile.
Il contributo delle donne e degli uomini che lottarono allora per la libertà ci parla ancora oggi. E ci dice che la democrazia si difende insieme, dentro e fuori i nostri confini. E che le nuove generazioni devono essere messe in condizione di comprenderla, viverla e farla crescere.
Luisa Ciambella
Responsabile Movimento Civico Rocca Presidente
Presidente Per il Bene Comune – Viterbo
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