Siena
Viterbo – (sil.co.) – È un 59enne di Grotte di Castro l’imprenditore viterbese interdetto per un anno e mezzo nell’ambito dell’inchiesta della guardia di finanza su presunti affidamenti diretti pilotati a Siena, per la manutenzione delle strade provinciali. Si tratta, nello specifico, del cosiddetto divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale. Pochi giorni prima di Natale, avrebbe versato una mazzetta di 1500 euro per tre affidamenti da circa 178mila euro complessivi.
Cinque gli indagati per corruzione aggravata raggiunti da misura cautelare, tra cui una funzionaria provinciale 45enne di Castelnuovo Berardenga e altri tre imprenditori: oltre al 59enne viterbese, sono un 72enne di Castiglion d’Orcia, un 54enne di Chiusi e un 41enne di Montepulciano.
Fatti recentissimi quelli al centro dell’inchiesta. All’impresa viterbese, in particolare, vengono contestati un intervento sulla pavimentazione stradale in alcuni tratti in frana della provinciale di Trevinano per 26.681,27 euro, affidato il 20 marzo 2024; un intervento di rifacimento del piano viabile in alcuni tratti interni ala traversa d’abitato di Vivo d’Orcia, affidato il 4 luglio 2024 per 103.339,97 euro; e un intervento sulla pavimentazione stradale necessario a ridurre il disagio all’utenza in alcuni tratti in frana nel comune di Piancastagnaio, affidato lo scorso 3 ottobre per 48.103,42 euro.
In totale lavori per circa 178mila euro. Secondo l’accusa, la funzionaria avrebbe ricevuto in cambio, lo scorso 17 dicembre, durante un pranzo in un ristorante di Abbadia San Salvatore, la somma di 1500 euro, anche in vista della promessa di un futuro affidamento da parte della Provincia di Siena per lavori di ripristino legati ad un evento franoso avvenuto a Castiglione d’Orcia. L’imprenditore, difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio, può presentare appello contro la misura.
L’inchiesta trae origine dalla trasmissione, disposta dal pubblico ministero di Perugia, di uno stralcio degli atti di un procedimento del 2023 relativo a fattispecie di reato analoghe. A tradire la funzionaria sarebbe stata l’attività autorizzata di intercettazione ambientale, eseguita mediante inserimento di captatore informatico all’interno del dispositivo telefonico, utilizzato da uno degli imprenditori coinvolti.
Il sistema diffuso di corruttela, in particolare, sarebbe stato finalizzato a lucrare illeciti profitti dall’affidamento, in via diretta, di appalti pubblici di valore inferiore alla soglia relativi alla manutenzione delle strade di competenza provinciale.
Ad insospettire gli investigatori, oltre al numero di contatti telefonici tra la pubblica funzionaria e gli imprenditori, cui la stessa aveva affidato lavori per conto dell’ente pubblico di cui è dipendente, il fatto che la gran parte di tali contatti fossero intrattenuti per il tramite della sua utenza telefonica privata.
Secondo l’ipotesi investigativa, a fronte di nove affidamenti diretti per la manutenzione delle strade senesi, per un valore complessivo di circa 417mila euro, quattro imprenditori operanti nelle province di Siena, Perugia e Viterbo avrebbero corrisposto denaro contante a una dipendente dell’amministrazione provinciale per un importo accertato finora di 6mila euro.
Le cinque misure cautelari sono state disposte il 29 aprile dal gip del tribunale di Siena Chiara Minerva su richiesta della locale procura. Il gip ha disposto nei confronti della funzionaria pubblica l’obbligo di dimora nel comune di residenza e la sospensione dall’esercizio della funzione pubblica per un anno e sei mesi. A suo carico, inoltre, sarebbe emersa anche una rivelazione di segreto d’ufficio in occasione delle prove di un concorso pubblico bandito dalla Provincia di Siena, nelle sue vesti di membro di una commissione giudicatrice. La funzionaria è stata anche sospesa dall’amministrazione provinciale, che ha subito attivato quanto previsto dal Codice di comportamento e anticorruzione, nonché dal contratto di lavoro, cioè la sospensione cautelativa della dipendente fino all’esito del procedimento penale.
Ad occuparsi dell’inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Finanza, sono stati i sostituti Valentina Magnini ed Elisa Vieri del pool che segue i reati della pubblica amministrazione.
Articoli: Scandalo mazzette a Siena, imprenditore viterbese interdetto per un anno e mezzo – Mazzette per la manutenzione delle strade, imprenditore viterbese indagato a Siena
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
