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È morto l’ultimo prete, è morto il nostro carissimo prete contadino don Franco

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Valentano - Don Franco Magalotti

Valentano – Don Franco Magalotti


Viterbo – È morto l’ultimo prete. È morto il nostro tenerissimo e duro prete contadino. È morto uno dei pochissimi cristiani che ho incontrato nella vita.

Don Franco, don Franco Magalotti, è stato un esempio, un punto di riferimento per tante persone in Italia e nel mondo. Don Franco si è spento oggi all’ospedale Santa Rosa a 82 anni.


Con lui ho condiviso il tratto più significativo della mia vita. Dalle battaglie contro il nucleare, alla Lega per il diritto al lavoro degli handicappati, alla Rete Radié Resch, all’incontro con un altro cristiano, Ettore Masina, poi la solidarietà con i movimenti di liberazione di tutto il mondo, dal Fronte Sandinista ai palestinesi. Con don Franco ho condiviso la teologia della liberazione, leggendo i libri del teologo Gustavo Gutiérrez, docente della Pontificia Università del Perù, dell’arcivescovo Hélder Câmara, del teologo Leonardo Boff, di Frei Betto, del filosofo italiano Giulio Girardi… La passione per don Lorenzo Milani. Ecco, oggi se ne va un gigante della fede che si era fatto piccolo, proprio come dice il Cristo. L’ultimo prete, sì. Che per tutti noi era don Franco delle Fontane.

La prima immagine di lui: vestito in “borghese” che pitturava la sua chiesa alle Fontane di Valentano. L’esilio a cui lo aveva costretto, come don Milani a Barbiana, una chiesa poco conciliare. Una chiesa che, come per san Francesco, fa fatica a riconoscere i suoi profeti. Sì, lasciatemelo dire: don Franco era un profeta. Il nostro profeta. Sempre e comunque a fianco dei poveri del mondo. Con loro ha condiviso la sua vita. Come dice nei suoi Versi semplici, un altro profeta, laico questa volta, José Martí.  

Quando lo conoscemmo eravamo studenti del liceo, dei signorini come diceva don Milani, e don Franco ci disse: “Studiate? Bene, ma venite a raccogliere i pomodori in Maremma. Venite a fare i braccianti…”. Ci andammo in una decina, ma resistemmo in pochi. Don Franco ci fece vivere l’asprezza e la durezza del lavoro dei poveri. Quelli veri. Una lezione di vita.

Valentano - Don Franco Magalotti

Valentano – Don Franco Magalotti


Un’altra immagine che non ebbi neppure il coraggio di fotografare. Don Franco che, alle Fontane, concelebrava la messa con un altro santo, don Bernardino Formiconi, rappresentante del Fronte Sandinista in Italia. Ad assistere una fuoriuscita uruguaiana, comunista, Carmen Rinaldi. Carmen rimase affascinata dalla messa. Lei, laica, che era passata sotto le mani dei torturatori della dittatura uruguaiana.

E con don Franco liberammo, in quegli anni in cui ministro degli Esteri era Andreotti, il marito di Carmen, Fredi Borroni Silvera, che era nelle carceri della dittatura uruguaiana. E poi liberammo un dirigente sindacale, José Pacella. Con migliaia di lettere e cartoline.

Ancora un’immagine. A piazza delle Erbe, un comizio con don Franco sul palco, insieme a Dina Mendoza, rappresentante del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional del Salvador.

Ora che non c’è più don Franco, i ricordi si accavallano. E mi viene in mente che sì: ho avuto il privilegio di vivere in un mondo in cui ho incontrato don Franco.

Ma non posso non ricordare un’ultima immagine. Siamo all’eremo, vicino a Valentano, dove si era rifugiato don Franco negli ultimi tempi. E don Franco celebrò l’eucaristia, e condivisi con lui pane vero. Vero come era un vero prete come don Franco. Ecco, quella era la più cristiana e laica delle eucaristie. Fatta con una pagnotta di pane. Come fece il Cristo.

Perché i poveri non hanno ostie in casa.

Montalto di Castro - Don Franco (al centro) durante una manifestazione contro il nucleare

Montalto di Castro – Don Franco (al centro) durante una manifestazione contro il nucleare


Ultimo episodio. Quando si è insediato, quella benedizione per questa terra che è Francesco Orazio Piazza, il vescovo mi venne a trovare in redazione. Capii subito che pasta d’uomo era, e gli dissi: “Vescovo, mi faccia una promessa: vada a trovare don Franco”. Il vescovo promise e… dopo qualche tempo mi telefonò dall’eremo, dal telefono di don Franco. Forse la chiesa si era accorta che aveva in casa un profeta.

E ora, in questo momento, spero che abbia ragione don Franco, che esista un aldilà e che lo accolga col dovuto onore.

Don Franco sarà sempre nella mia mente, e nelle menti di chi ha avuto il privilegio di essergli vicino, quando dico Vangelo, quando dico speranza.

Carlo Galeotti


I funerali di don Franco Magalotti si terranno domani, venerdì 23 maggio alle 15, nella chiesa della Madonna della salute a Valentano. Celebrerà il rito il vescovo Francesco Orazio Piazza.


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Articoli: Comune di Capodimonte: “Don Franco è stato un prete operaio che ha vissuto il Vangelo attraverso l’azione concreta” – L’addio a don Franco, i messaggi di cordoglio


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