Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Aly Ndoye e don Franco Magalotti hanno realizzato un centro sanitario in Senegal, in una zona con un'alta mortalità infantile - FOTO E VIDEO

“Appena abbiamo iniziato a costruirlo, le donne lo hanno subito presidiato”

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:


Viterbo – Arriva al tetto il sogno di Aly e don Franco. Un centro sanitario in Senegal laddove non c’era mai stato. Finanziato, mattone dopo mattone, da un gruppo di persone che ruota attorno all’eremo di San Francesco a Valentano gestito da don Franco.

Il primo è musulmano, il secondo cristiano, un prete. Insieme, Aly Ndoye e don Franco Magalotti, e assieme a loro altri, hanno costruito un centro sanitario in Senegal. In mezzo al deserto. A Bargua, 200 chilometri dalla capitale Dakar. Otto villaggi per duemila abitanti in tutto. Niente strade, niente servizi di prima necessità. Nulla. Perché anche qui, nei secoli, l’occidente ha fatto di tutto per privarli di ogni cosa.


Multimedia – Fotogallery: I lavori per la costruzione del centro sanitario – La realizzazione dei progetti a Bargua in Senegal – Video: Il centro sanitario a un passo dalla conclusione – La costruzione del centro sanitario


Tra un paio di mesi il centro sanitario sarà pronto. E chi vuole potrà contattare don Franco per fare volontariato da quelle parti. Serve personale sanitario, medici e infermieri. “Accanto al centro – spiegano Aly Ndoye e don Franco Magalotti – verranno costruiti anche tre mini appartamenti per ospitare i volontari”. Il villaggio è come ve lo immaginate. E la vita, per chi da questa parte del mediterraneo se la immaginasse bucolica, non è affatto semplice. Finché non ci sarà il centro, l’ospedale più vicino è a 40 chilometri. Raggiungibile con un carretto trainato da un cavallo.


Viterbo - Aly Ndoye e don Franco Magalotti

Viterbo – Aly Ndoye e don Franco Magalotti

Senegal - La costruzione del centro sanitario

Senegal – La costruzione del centro sanitario


“Il centro sanitario – dicono Ndoye e Magalotti – disporrà di 800 metri quadrati di superficie e 1600 di terreno attorno. Sette stanze, due bagni e una sala riunioni. Delle sette stanze, quattro saranno destinate ai ricoveri, una a spogliatoio, una a ufficio e l’ultima a sala s’attesa. Potrà ospitare venti persone in tutto. Ma la cosa fondamentale saranno il primo soccorso e la sala parto. In una zona con un’alta mortalità infantile. Appena abbiamo cominciato a costruirlo le donne del villaggio hanno invece iniziato a presidiarlo”. Tanto è importante. Le testimonianze video raccontano anche questo. “Serve ancora uno sforzo – proseguono i due -, l’acquisto delle attrezzature sanitarie”.

Il centro sanitario fa infine parte di un progetto più ampio, finanziato sempre dal gruppo di don Franco. Il centro era il terzo punto all’ordine del giorno. I primi due sono già stati realizzati per intero. Portare l’acqua al villaggio e l’acquisto di un trattore per coltivare il coltivabile nel migliore di modi possibile.


Valentano - Don Franco Magalotti

Valentano – Don Franco Magalotti

Senegal - La costruzione del centro sanitario

Senegal – La costruzione del centro sanitario


Il centro è costato finora 30 mila euro. Inviati tutti in Senegal e diventati in breve tempo cosa concreta. I soldi li ha raccolti don Franco prete operaio vicino, un tempo, ai movimenti guerriglieri dell’America Latina. Tra la fine degli anni settanta e gli ottanta sostenne concretamente quella sandinista in Nicaragua, legato al movimento della teologia della liberazione, riuscendo inoltre a far liberare politici e sindacalisti dalle galere delle dittature sudamericane. Don Franco, parrocchia delle Fontane a Capodimonte, è stato infine punto di riferimento per le battaglie contro il nucleare in Italia.

Finita quella stagione, don Franco ha stretto attorno a sé un gruppo di persone che dà sostegno a gente che ne ha bisogno. A un certo punto Aly Ndoye, fratello del sindaco di Bargua Moudo Ndoye, ha conosciuto il prete di Capodimonte che all’inizio lo ha aiutato a raccogliere vestiti e altro da riportare in Senegal. I viaggi di Aly sono poi proseguiti, ospitato ogni volta in casa di altri senegalesi qui a Viterbo. A un certo punto, l’idea di realizzare un progetto direttamente a Bargua. Il progetto di cui si è parlato. Un sacerdote e un musulmano. Un prete che si dimostra anche cristiano.

Chiunque volesse dare il suo contributo, anche come volontario, prenda contatto con don Franco scrivendogli all’indirizzo mail eremos.francesco@gmail.com.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
1 febbraio, 2019

Reportage ... Gli articoli

  1. Riello, come nascondere la polvere sotto il tappeto
  2. "La ringraziamo a nome di tutta quanta la Chiesa"
  3. "Torneranno a cacciarci con la polizia..."
  4. "Terme ex Inps, sono stati già dati 20 mila euro per individuare l'advisor"
  5. "Case popolari, chiediamo di restare e pagare l'affitto in base al reddito"
  6. "Terme ex Inps, prima di chiuderle le hanno ristrutturate"
  7. "Quota 100 crea problemi senza risolverli"
  8. Pranzo del Purgatorio, oltre 500 anni di solidarietà e beneficienza
  9. Carnevale 2019, vince il Regno di madre natura
  10. "Via dei Pellegrini, gli alloggi verranno sistemati entro maggio"
  11. Le Terme ex Inps saccheggiate, devastate e abitate
  12. Parcheggio selvaggio in tutto il centro storico
  13. "Via dei Pellegrini, il comune non ha fatto i lavori e non ha regolarizzato gli assegnatari"
  14. Alieu Jallow torna in Gambia
  15. Viterbo saluta don Angelo Gargiuli
  16. Il Carnevale va a gonfie vele...
  17. Un uragano di carri, maschere e colori...
  18. Quel pasticciaccio brutto di via dei Pellegrini
  19. "Vivo in uno stanzone del comune senza acqua, bagno e riscaldamento..."
  20. Carri, gruppi mascherati e mille scintillanti colori
  21. La città che non vuole la mafia scende in piazza...
  22. "Il decreto sicurezza somiglia alle leggi razziali volute dal fascismo"
  23. "Pronti a stanziare le risorse necessarie per la bonifica della discarica del Cinelli"
  24. Il Riello nel degrado
  25. "L'illegalità non può avere la precedenza, entro tre mesi avvieremo le procedure di sfratto"
  26. "Chi nega le foibe è un imbecille, un delinquente e un birbaccione..."
  27. Al "serpentone" di Bagnaia senza luce né acqua
  28. Addio al fiume fantasma che attraversa Viterbo...
  29. Riparata la recinzione del "Colosseo", ora è severamente vietato entrare
  30. Strade colabrodo ovunque
  31. "Tutti trattengono il fiato, perché tutti sanno di essere colpevoli..."
  32. "Una festa per tutelare i diritti degli animali"
  33. il ricordo della sterminio degli ebrei è cosa viva anche nella Tuscia
  34. Cani e gatti contro il bullismo
  35. "Centro di ascolto, mensa e dormitorio Caritas aperti tutto il giorno"
  36. "Tutto perfetto, operativi e in allerta 24 ore su 24"
  37. I rifiuti al Riello rischiano di invadere la strada
  38. "I Pokemon Go c'hanno fatto impazzire, i ragazzi li cercavano sui binari"
  39. Quanto tempo ci vuole per riavere casa?
  40. Il collasso del centro storico
  41. Alieu Jallow tornerà in Gambia
  42. "A Mammagialla è difficile applicare pure le punizioni"
  43. Il focarone fa risplendere Bagnaia
  44. "Rischiamo la rivolta dei detenuti o un'evasione"
  45. "Piazza della Rocca, San Faustino e la Trinità vanno recuperate e valorizzate"
  46. Al Pilastro una partita di calcio contro il razzismo...
  47. "Il cortile di San Carluccio doveva essere una casa albergo per persone in difficoltà"
  48. "Un centro studi per indagare gli aspetti meno conosciuti del lavoro di Pier Paolo"
  49. La vergogna cittadina degli affreschi distrutti in via Annio e via Saffi
  50. Ventidue milioni di turisti rinunciano alla Tuscia
  51. "E' stato un padre e un fratello, l'amico del cuore"
  52. "Hai sempre cercato di disegnare un sorriso sui nostri volti"
  53. "Befane di tutta Italia unitevi..."
  54. Pienone per la calza della befana più lunga del mondo
  55. Luminaria, suggestioni poetiche nel segno del dialogo e dell’integrazione
  56. "Civita e Bagnoregio diventeranno lo snodo turistico e viario di tutta la Tuscia"
  57. Happy New Year
  58. "Chiesa San Lazzaro: reperite le risorse per il tetto, e affidati i lavori"
  59. Chiesa di San Lazzaro, dopo tre mesi il comune non ha fatto nulla
  60. "Vivo. Vivo? Respiro! Qui è pieno de topi..."
  61. "È una città che ha poca attenzione per il suo patrimonio culturale"
  62. Lago di Vico, nessuna contaminazione dovuta all'arsenico
  63. "Consiglio a tutti di visitarla, noi abbiamo deciso di passarci il Natale"
  64. La Teverina diventerà il paese delle fiabe d'Europa
  65. "Anpi, il prefetto Bruno doveva partecipare all'inaugurazione della sede"
  66. Due quintali di solidarietà per il Campo delle rose
  67. La banda della Polizia e la Croce Rossa incantano l'Unione
  68. "Provocazione fascista contro la sede dell'Anpi"
  69. "Un'aggressione mediatica senza precedenti"
  70. Un borgo dipinto a Bagnoregio e una flotta di bus turistici per collegare tutta la Tuscia
  71. Scontri, barricate, pallottole di gomma... è la battaglia di Parigi
  72. I sogni dei bambini nelle letterine a Babbo Natale...
  73. Cinelli, il telo della discarica verrà riparato e il sito bonificato
  74. I pericoli del "Colosseo", dove i ragazzi rischiano la vita
  75. "Trasformare lo studio di Pier Paolo in casa vacanze sarebbe solo uno sfregio"
  76. La Torre di Pier Paolo Pasolini rischia di diventare una casa vacanze
  77. "Pier Paolo passò qui il suo ultimo capodanno, con Bertolucci e Taviani"
  78. L'umidità sta divorando gli affreschi di Vanni al cimitero di San Lazzaro
  79. Nel cuore del rave, tra sballo, peace e love
  80. Discarica del Cinelli, l'inchiesta di Tusciaweb finisce su Rai News
  81. "Rifiuti pericolosi a Cinelli, si intervenga al più presto"
  82. La discarica di Cinelli vista dal drone
  83. Discarica del Cinelli, dieci regioni e 29 province coinvolte
  84. Oltre 140 mila tonnellate di rifiuti pericolosi
  85. Discarica del Cinelli, una bomba ecologica che rischia di esplodere
    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR