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“Morte di Leonardo, chi è preposto alla viabilità urbana della nostra città ha una grave colpa morale”

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Antonio Maria Lanzetti

Antonio Maria Lanzetti

Caso Cristiani - Viale Trieste - La foto con la scritta "Leonardo vive"

Caso Cristiani – Viale Trieste – La foto con la scritta “Leonardo vive”

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore Carlo Galeotti,

la lettera di Sandro Zucchi, presidente dell’Automobile club Viterbo, condivisibile nell’analisi posta, richiama a ulteriori riflessioni.

Lo stato descritto delle nostre strade incide in modo concreto e sostanziale sulla sicurezza stradale e di conseguenza sulla salute dei cittadini viterbesi.

Non solo per chi, motorizzato, percorre le strade della città altamente disconnesse, ma anche per coloro che, soggetti più fragili, non riescono a passeggiare sui marciapiedi del tutto impraticabili se non a rischio caduta.

Quello che mi preme di più sottolineare è come il degrado urbano incida sulla qualità della vita dei viterbesi e per questo mi schiero al fianco di Zucchi nel portare avanti la battaglia di civiltà.

La morte di Leonardo Cristiani lungo viale Trieste ha scosso le nostre coscienze e ritengo che il silenzio possa essere solo complice di un evento che riguarda tutti noi. Non so se ci possano essere risvolti giuridici della vicenda (compito della magistratura che si occupa del caso), ma sicuramente chi è preposto alla viabilità urbana della nostra città ha una grave colpa morale.

L’interessamento di Tusciaweb in questa materia ritengo che sia di fondamentale importanza per poter dare voce e spazio a chi non ne ha per un impegno civico che deve coinvolgerci tutti, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze.

 Antonio Maria Lanzetti
Presidente Ordine dei medici di Viterbo


Articoli: Zucchi (Aci): “Viabilità al collasso, strade messe male, parcheggi inesistenti e sollecitazioni alla sindaca Frontini sempre disattese” – Il silenzio e il catrame… di Carlo Galeotti 


Caro Lanzetti,

mi rendo conto solo ora, dopo il suo importante intervento, che fino ad oggi la morte di un ragazzino di 15 anni non aveva suscitato nessuna riflessione pubblica degna di questo nome. Gli interventi di Zucchi e il suo vanno in senso contrario. Vanno contro, come dice lei, quel “silenzio che può essere solo complice”.

Ecco, abbiamo il dovere di non essere complici. Abbiamo il dovere di non tacere. Abbiamo il dovere di chiedere chiarezza e, se del caso, giustizia per la morte di un ragazzino che aveva tutta la vita davanti. Lo dobbiamo a Leonardo, ma lo dobbiamo anche a noi stessi. Un ragazzino Leonardo che, ci perdonino i genitori, abbiamo sentito tutti come nostro figlio, nostro nipote. 

Va capito, al di là dei risvolti penali sui quali indaga la magistratura, se è normale che una delle strade più pericolose, più trafficate e a scorrimento veloce, sia stata dimenticata dall’attuale amministrazione, come dalle precedenti. Va detto.

Viale Trieste non è una strada normale, andando sul filo della memoria sono stati tre i morti, ma gli incidenti sono stati numerosi.

Va compreso se una manutenzione delle strade seria e sistematica, come accade in molte città italiane ed europee, poteva evitare la tragedia.

Va determinato quali interventi prioritari vadano messi in atto per evitare tragedie analoghe.

Certo, buttare del bitume a freddo qua e là non è la soluzione. E va detto che ci sono macchinari, neppure troppo costosi, che permettono di rimettere in sesto le strade in modo sicuro. Basti vedere cosa accade sulle autostrade, dove nelle buche non si butta un po’ di catrame a freddo.

C’è poi tutta la questione della segnaletica orizzontale scomparsa in gran parte della città. Due questioni che, se non risolte, mettono a repentaglio la vita delle persone, dei cittadini. Ecco, a Leonardo e a tutti noi dobbiamo il fatto di non permettere più tanta trasandatezza amministrativa. Tanto disprezzo per la sicurezza dei cittadini. Per la vita della gente.

Dobbiamo pretendere uno scatto di orgoglio da parte di chi amministra la città, che non può non consistere in provvedimenti che impediscano altre tragedie come quella di Leonardo. E per questo chiediamo a tutti i cittadini di essere ancora più attenti nel segnalare situazioni di degrado e pericolo. Perché, come ha messo a fuoco lei, il degrado urbano incide sulla qualità della vita dei viterbesi.

Lo dobbiamo a Leonardo, e lo dobbiamo a noi stessi. Lo dobbiamo ai nostri figli. Ai nostri nipoti.

Carlo Galeotti


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