Viterbo – TusciaPride invade Viterbo e si veste d’arcobaleno per la lotta dei diritti di tutti.
Oggi Viterbo ha vissuto una giornata intensa e carica di significato con il ritorno del TusciaPride, la manifestazione dedicata ai diritti queer e trans*, che dopo il grande debutto del 2024 è tornata con ancora più forza e partecipazione.
Viterbo – TusciaPride 2025
L’evento è stato lanciato dal Pride Village nei giorni scorsi. Il vicepresidente Mirko Giuggiolini ha sottolineato come la manifestazione abbia unito festa e protesta, inserendosi nel contesto politico del 2025, tra referendum, celebrazioni per la Liberazione e lotte antifasciste.
Viterbo – TusciaPride 2025 – A destra la drag queen Priscilla
Il corteo ha attraversato il centro storico, irradiando gioia, colori e musica, con brani di Raffaella Carrà e Lady Gaga a scandire il ritmo della giornata. “Abbiamo preparato canottiere, pantaloncini e bandiere arcobaleno: il Pride è tornato”, avevano annunciato gli organizzatori alla vigilia.
La partecipazione è stata altissima: oltre 3000 persone hanno preso parte all’evento, che ha replicato il successo dell’anno precedente, quando il corteo aveva attraversato la città da porta Romana a piazza Sallupara – luogo simbolico di una ferita recente nella comunità – con concerto e dj set finale.
L’edizione 2024 aveva segnato un momento storico: la prima volta di un Pride all’interno delle mura medievali di Viterbo, trasformando lo spazio urbano in una piazza permanente di rivendicazioni queer e trans*.
L’edizione 2025 ha portato con sé una novità importante: la locandina ufficiale, firmata dall’illustratore di fama nazionale Fabio Magnasciutti, celebre per le sue collaborazioni con “Repubblica”, “Linus” e “Che tempo che fa”. Un’immagine potente e poetica, che ha reso ancora più riconoscibile l’identità del Pride viterbese.
Anche quest’anno il sostegno istituzionale non è mancato: ben 24 comuni della provincia hanno concesso il patrocinio, confermando la dimensione sempre più territoriale e radicata della manifestazione. Gli organizzatori hanno ribadito le richieste politiche: matrimonio egualitario, sportelli antidiscriminazione, panchine rainbow, servizi per l’affermazione di genere e una presenza queer stabile all’interno delle istituzioni.
Il messaggio è stato forte e chiaro: “Scendere in piazza a gridare di esistere è il miglior strumento di resistenza che abbiamo”. E Viterbo ha risposto presente, trasformandosi per un giorno in una capitale dell’orgoglio, della libertà e dell’inclusione.
Nei pressi di palazzo Gentili, una contestazione verso l’amministrazione provinciale, per la mancata adesione all’iniziativa.
Presenti tra gli altri per un saluto prima della manifestazione per la lotta dei diritti di tutti, la sindaca Chiara Frontini, l’assessore alla Cultura e il vicesindaco Alfonso Antoniozzi e l’assessore Emanuele Aronne. Alla sindaca Frontini è stata regalata da Mirko Giuggiolini una riproduzione di porta Romana con la bandiera multicolore del Pride.
– TusciaPride, alla sindaca Frontini una Porta Romana in miniatura con la bandiera arcobaleno
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