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Palpeggiò una minorenne su un bus di linea, condannato a 3 anni e 3 mesi per violenza

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Carabinieri

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Fabrica di Roma – Il 19 luglio dell’anno scorso palpeggiò una minorenne su un bus di linea ripreso dalle telecamere  interne del mezzo della Cotral, martedì il passeggero è stato condannato a 3 anni e 3 mesi di reclusione per violenza sessuale. 

Imputato un egiziano, in carcere da allora e scortato in tribunale dalla penitenziaria, al quale è stata riconosciuta l’attenuante del parziale vizio di mente, per il quale è stata disposta l’espulsione dall’Italia dopo avere scontato la pena e l’ulteriore misura di sicurezza di sei mesi di ricovero in Rems.

Il pubblico ministero Aurora Mariotti aveva chiesto quattro anni di carcere, sottolineando come sia il perito del tribunale, sia il consulente della difesa abbiano concordato sulla pericolosità sociale del soggetto, da sottoporre a cure adeguate pur giungendo a conclusioni diverse sulla capacità di intendere e di volere, i cui problemi psichiatrici erano stati già accertati in patria. Lo straniero è difeso dall’avvocato Daniele Saveri.

Il pullman era in viaggio sulla tratta Viterbo-Carbognano quando l’imputato ha iniziato a palpeggiare la minorenne, toccandola nelle parti intime, ripreso dalle telecamere, mentre la vittima avvertiva al telefono il fidanzato delle pesanti molestie, il quale a sua volta ha chiamato il 112, facendo scattare i soccorsi all’altezza di Fabrica di Roma, dove l’autobus è stato fermato dai carabinieri.

L’egiziano è stato inchiodato dalle immagini della videosorveglianza interna del bus di linea della Cotral, prontamente acquisite dal pm Flavio Serracchiani. Lo stesso autista del mezzo fece poi una dettagliata relazione all’azienda, acquisita ieri agli atti del processo, su richiesta della pm Aurora Mariotti, così come le dichiarazioni della minorenne, concordando con la stessa difesa sull’evitarle di venire a testimoniare in aula. Tra coloro che sono intervenuti per confortarla, nell’immediatezza, anche un passeggero, un signore citato espressamente nel verbale di denuncia dalla vittima che gliene è rimasta grata. 

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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