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“È stato un piacere avere la bimba della Lazio nel mio locale, lo sport non deve essere odio”

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Caprarola – “È stato un piacere avere la bimba della Lazio nel mio locale, lo sport non deve essere odio”. Parola di Patrizio Moretti, proprietario della pizzeria I 2 Gallozzi di Caprarola e tifoso romanista. 

Caprarola - La bimba della Lazio rifiutata in un ristorante di Pescara alla pizzeria I 2 Gallozzi

Caprarola – La bimba della Lazio rifiutata in un ristorante di Pescara alla pizzeria I 2 Gallozzi


Un episodio che ha lasciato molti senza parole e che riaccende i riflettori sul tifo che sfocia nell’intolleranza. Nei giorni scorsi, una famiglia in vacanza a Pescara si è vista rifiutare l’ingresso in un ristorante della città perché la figlia indossava una maglietta della Lazio, sua squadra del cuore. Un gesto inspiegabile, tanto più perché a farne le spese è stata una bambina.

A raccontare il seguito della vicenda è stato Patrizio Moretti, ristoratore di Caprarola e presidente del Roma Club locale, che in un post sui social ha voluto condividere una storia di accoglienza e rispetto.

“Il destino ha voluto che la bimba laziale rifiutata in un ristorante di Pescara venisse a cena da me – scrive Moretti della pizzeria I 2 Gallozzi -. Tutti sanno quanto sono romanista oltre ad essere il presidente del Roma club Caprarola. Mio cugino Pietro entra e accompagna la famiglia al tavolo, a mia insaputa della loro prenotazione. Mi ha fatto molto piacere tutto questo. Lo sport rimane sport non deve essere odio. Solo sfottò. Sono il primo a farlo e il primo a riceverlo”, ha concluso Moretti.

Le parole del ristoratore della Tuscia sono rimbalzate sui social e hanno ricevuto moltissimi commenti positivi, diventando simbolo di come il tifo possa e debba essere vissuto con spirito sportivo, anche tra rivali storici come Roma e Lazio.

Nel frattempo, il ristorante di Pescara coinvolto nel rifiuto non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto. Ma il messaggio lanciato da Caprarola è forte e chiaro: il calcio divide solo sul campo, nella vita reale deve unire.


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