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Viterbo - Italo Leali prima del concerto Tre pianoforti per la Sla al teatro Unione - Una serata di musica, emozione e coraggio, che resterà nella memoria della città - In prima mondiale i tre grandi pianisti hanno suonato insieme - FOTO E VIDEO
Viterbo – Tre pianoforti, tre maestri, una sola voce: quella della solidarietà. Il 6 settembre, il teatro Unione ha ospitato un concerto straordinario: “Tre pianoforti per la Sla”, ideato da Italo Leali con Tusciaweb media patner, nell’ambito della rassegna Tuscia in Jazz for Sla. Un evento unico nel suo genere, nato dal desiderio di rompere il silenzio attorno a una malattia ancora troppo poco visibile.
Tre pianoforti per la Sla al teatro Unione – Rita Marcotulli, Dado Moroni e Enrico Pieranunzi
Sul palco, per la prima volta insieme, tre icone del jazz italiano e internazionale: Rita Marcotulli, Enrico Pieranunzi e Dado Moroni.
Un concerto che ha superato ogni aspettativa, mescolando virtuosismo e delicatezza, poesia e potenza. Marcotulli ha incantato con le sue atmosfere rarefatte, Pieranunzi ha offerto l’eleganza cristallina del suo pensiero musicale, Moroni ha acceso il palco con swing e invenzione.
Enrico Pieranunzi, con grande naturalezza ha dichiarato: “Non abbiamo mai suonato insieme. Questa è una prima mondiale”. Un momento che ha sottolineato ulteriormente l’eccezionalità di questa serata irripetibile.
“Il concerto di stasera non è una cosa normale – ha detto dal palco il vicesindaco e cantante lirico Alfonso Antoniozzi –. Tre solisti che fanno musica insieme: siamo molto fortunati a essere qui”.
I tre pianoforti hanno unito le loro voci sotto il tocco personale di ognuno degli artisti. Un dialogo ininterrotto tra stili, emozioni e storie diverse. Una serata di grande rilievo non solo per il teatro Unione, ma per l’intera città di Viterbo, che ha accolto con calore un evento straordinario – artistico, umano e civile –, e per Italo Leali, simbolo di una battaglia che non vuole più restare invisibile.
Tra i brani eseguiti, l’interpretazione collettiva di “Cotton Fields” e, dopo l’apertura condivisa, i tre artisti hanno proposto momenti solistici intensi. Ognuno ha scelto un brano personale, portando sul palco non solo tecnica e maestria, ma anche storie intime, dedicate alle persone più importanti delle loro vite.
Dado Moroni ha eseguito “First Smile”, un brano scritto per suo figlio, il suo primo grande sorriso. Rita Marcotulli ha emozionato il pubblico con “La strada invisibile”, scritta per la figlia Elettra. “Bisogna sempre continuare a sognare”, ha dichiarato. Enrico Pieranunzi ha portato sul palco la sua “Je Ne Sais Quoi”, un brano di intensa eleganza.
Dopo questi momenti individuali, i tre pianisti sono tornati a dialogare, intrecciando le loro voci in nuove formazioni. Una chiusura corale, come una carezza finale, che ha unito le emozioni di tutti in un unico, lungo applauso.
Tre pianoforti per la Sla al teatro Unione – La sindaca Chiara Frontini con Italo Leali
Ma la serata è stata molto più di un evento musicale. È stata una chiamata collettiva alla coscienza. Italo Leali, accompagnato da Carlo Galeotti, ha parlato al pubblico con il suo comunicatore vocale. Un discorso lucido, potente, commovente. Una denuncia e un inno alla vita.
“Questa malattia è infame non solo perché ti mangia il corpo, ma perché ti lascia intatto il cervello. E mentre perdi la capacità di muoverti, mangiare, respirare… la tua mente continua a desiderare, pensare, sentire”.
Viterbo – Il direttore Carlo Galeotti e Italo Leali
Leali ha raccontato come la collaborazione con Galeotti e Tusciaweb, iniziata nel dicembre 2024, lo abbia aiutato a uscire dalla “stanza” dove molti malati si chiudono, nascosti dal dolore e dalla paura. “Cara maledetta Sla, esiste anche un altro lato della vita: la capacità di adattarsi. Oggi io sono felice. Non mi nascondo. E voglio gridare al mondo, anche se muto, quanto questa malattia sia infame”, ha sottolineato Leali. Leali ha poi dedicato la serata ad Aurora Montanaro, chiudendo con parole che resteranno nel cuore di tutti: “Qualsiasi cosa accada, continuate a credere nei vostri ideali e sogni. La vita è, e resta, meravigliosa”.
Carlo Galeotti ha preso la parola subito dopo, tracciando la cronistoria della campagna Tuscia in Jazz for Sla e sottolineando quanto Italo, con la sua grandezza umana, costringa tutti noi a rivedere le priorità della vita. “Mentre noi siamo presi dalle piccole cose quotidiane, Italo ci insegna ogni giorno le cose importanti”, ha affermato il direttore di Tusciaweb.
Tre pianoforti per la Sla al teatro Unione – Fabio Cavini, la sindaca Chiara Frontini e alle spalle… Carlo Galeotti
“La Sla fa paura, come ha detto Italo – ha continuato Galeotti -. Ma noi vogliamo che se ne parli. Chiediamo ai politici presenti di far intervenire le alte istanze istituzionali e portare questa battaglia sulle cronache nazionali”. Sul palco anche il sindaco Chiara Frontini, l’assessore Emanuele Aronne e il vicesindaco Alfonso Antoniozzi. Frontini ha ribadito il pieno sostegno del comune alla campagna: “Siamo accanto a Italo, oggi e in futuro”.
Antoniozzi ha detto a Italo Leali: “Questo teatro è casa tua. E io sono orgoglioso di vivere in un tempo abitato anche da te, Italo”.
Aronne ha aggiunto con un sorriso: “Italo è pazzo. Totalmente pazzo. Ma è quella follia che ci toglie ogni alibi”.
Tra il pubblico, anche i consiglieri regionali Daniele Sabatini ed Enrico Panunzi, poi saliti sul palco. Sabatini si è impegnato a portare la campagna a livello nazionale, mentre Panunzi ha sottolineato che i comuni della Tuscia hanno aderito ma non basta la provincia: serve un passaggio nazionale, serve anche un intervento normativo.
Era presente anche la rettrice dell’Università della Tuscia, Tiziana Laureti, che, dal palco, ha rinnovato la totale disponibilità dell’ateneo a sostenere la campagna, confermando il valore della sinergia tra cultura, ricerca e territorio.
Accanto alle istituzioni, anche il mondo bancario ha dato il proprio sostegno, in particolare la Banca Lazio Nord con la vicepresidente Claudia Mascarucci.
Tre pianoforti per la Sla al teatro Unione – Italo Leali con Daniele Sabatini
Durante la serata è stata annunciata la stagione invernale del Tuscia in Jazz for Sla, con undici concerti e una grande tournée gospel a dicembre che toccherà otto comuni della Tuscia.
Il ricavato della serata sarà devoluto alla ricerca sulla Sla al sostegno dei malati e delle famiglie. Un gesto concreto, in una serata che ha unito bellezza e responsabilità.
La musica non basta. Ma può unire,aprire, curare, ricordare. Ieri sera a Viterbo, tre pianoforti hanno parlato per chi non può più farlo. E un teatro intero con i suoi variegati partecipanti ha ascoltato, si è emozionato e ha detto: noi ci siamo.