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Turchi in carcere per detenzione di armi, forse progettavano l’evasione dell’ex boss latitante

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Viterbo – (sil.co.) – Turchi armati in città per Santa Rosa, forse progettavano l’evasione del boss Ismail Atiz anche se non ci sarebbero collegamenti evidenti.


Mafia turca - Il latitante arrestato a Viterbo, Ismail Atiz

Mafia turca – Il latitante arrestato a Viterbo, Ismail Atiz


I due turchi di 22 e 25 anni arrestati a Viterbo il pomeriggio del tre settembre con una mitraglietta e una pistola con relative munizioni volevano forse far evadere Ismail “Hamuş” Atiz dal carcere Nicandro Izzo. Ma avendo fatto scena muta è solo una delle ipotesi, come quella dell’attentato alla macchina di Santa Rosa. 

Di sicuro ci sono mitraglietta, pistola e munizioni. Al momento sono indagati per traffico di armi e hanno trascorso la seconda notte in carcere, a Mammagialla, in attesa dell’interrogatorio di garanzia che dovrebbe tenersi nelle prossime ore davanti al gip del tribunale di Viterbo, che dovrà decidere sulla convalida e la misura. 

Davanti al pm Massimiliano Siddi sono comparsi con un avvocato d’ufficio e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Non parlano italiano, per cui è stata necessaria la presenza di un interprete. A Viterbo sembra fossero giunti solo da pochi giorni dall’estero. 


Mafia turca - Sui media turchi la notizia del latitante arrestato a Viterbo, Ismail Atiz

Mafia turca – Sui media turchi la notizia del latitante arrestato a Viterbo, Ismail Atiz


 Boss latitante arrestato al b&b, colpo alla mafia turca


Chi è Ismail Atiz. Considerato in patria un boss della criminalità organizzata, Atiz è il latitante turco arrestato il 25 agosto in un b&b del capoluogo, dove soggiornava con tre connazionali. 

A luglio era stato fermato in Germania, nello stato dell’Assia, durante un controllo casuale. Nonostante la “red notice” dell’Interpol, era stato rilasciato dopo appena quattro giorni. 

Il blitz di Viterbo è scattato un anno dopo l’arresto del 22 maggio 2024 a Bagnaia del boss ai domiciliari Baris Boyun. E pochi giorni prima del fermo dei due connazionali suoi potenziali complici, bloccati dalla polizia il tre settembre presso l’affittacamere con vista sul sagrato della basilica di Santa Rosa. 

Turchi armati in centro. Secondo gli investigatori stavano forse pianificando l’evasione del boss Atiz dal carcere di Mammagialla. Il pm Massimiliano Siddi ha aperto un fascicolo per traffico d’armi 

Ricercato con un mandato di cattura internazionale per ben 116 reati, Ismail Atiz — soprannominato “Hamuş” — è stato arrestato dalle forze speciali italiane. Tra le accuse, traffico di droga, estorsione, omicidio volontario, rapina aggravata, sfruttamento sessuale, sequestro di persona e altri gravi delitti.

Atis e Boyun sono entrambi legati alla criminalità organizzata turca. Sembrano invece esclusi collegamenti con il mondo del fondamentalismo islamico. 

Lo scorso 19 agosto, a Istanbul, le forze di sicurezza turche hanno eseguito un’operazione su larga scala contro l’organizzazione Casperlar. Ben 79 persone sono state arrestate, 70 in carcere.

L’indagine, coordinata dalla procura di Bakırköy, ha portato al sequestro di armi da fuoco, droga e materiale utile a ricostruire i legami interni al gruppo. Gli inquirenti accusano l’organizzazione di agire con metodi intimidatori e militari, controllando il territorio anche tramite aggressioni armate a danno di imprenditori e commercianti locali.

 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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