Viterbo – Cantare insieme a Mogol le sue canzoni: tu chiamale se vuoi emozioni…
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza
Una profonda emozione: questo ha provato ieri chi ha avuto la fortuna di partecipare al primo appuntamento del festival I pirati della Bellezza.
L’incontro con Giulio Rapetti Mogol si è tenuto ieri pomeriggio nell’auditorium dell’Università della Tuscia strapieno per l’occasione, con la presenza di oltre 600 persone su tre sale.
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza
È stato consegnato a Mogol il riconoscimento del sigillo dell’ateneo, la più alta onorificenza accademica, attraverso le mani di un emozionato magnifico rettore Stefano Ubertini e della professoressa Maddalena Vallozza, consigliera di ateneo, che hanno lodato e premiato le straordinarie capacità umane e culturali di Mogol.
Un incontro che ha visto poi due altri momenti. Prima una breve intervista al grande poeta da parte del rettore Ubertini e del direttore di Tusciaweb e dei Pirati della Bellezza Carlo Galeotti, che ha donato a Mogol il bel Pinocchio disegnato dall’artista Chiara Narduzzi.
“Che bello Pinocchio! Il mio cane si chiamava così”, ha commentato un sorridente Mogol.
L’altro momento ha invece coinvolto il pubblico, quando Mogol insieme al maestro Giuseppe Barbera ha cantato e fatto cantare alcune delle sue canzoni più belle scritte soprattutto per Lucio Battisti, raccontando aneddoti e il motivo per cui sono nate.
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza – Il rettore Stefano Ubertini
Negli occhi di un pubblico entusiasta si leggeva una profonda emozione e una immensa gratitudine nei confronti di Mogol per aver saputo dare voce ai sentimenti che non si riescono esprimere, alle parole che non si riescono a dire.
Canzoni immortali che ascoltate a distanza di mezzo secolo non hanno perso nulla di quella poetica bellezza, di quel saper chirurgicamente tradurre le emozioni in testi che non perderanno mai la verità: perché i sentimenti umani sono gli stessi sempre, e se parli dritto al cuore… parli all’eternità.
Lo sa bene questo Giulio Rapetti Mogol.
Mogol. Un nome che ha inventato lui stesso, come divertito ha raccontato.
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza – Carlo Galeotti
“Io e mio padre ci chiamavamo nello stesso modo e lui era un editore. La Siae mi chiese allora un altro nome per distinguermi da lui. Ne mandai 30. Nessuno andava bene. Allora ne inviai 120. Alla fine vinse lui, Mogol. Mi ispirai al generale delle giovanni marmotte.
Con sorrisi, battute, aneddoti, tra una domanda e una canzone, Mogol ha raccontato la luce guida che gli ha indicato la strada e lo ha salvato preservandolo da malattie e tristezze.
“Dovete vivere emozioni autentiche, quelle semplici, dovete vivere con sincerità e slancio i sentimenti, l’amore, l’amicizia. Cercando di aiutare sempre gli altri. Senza pensare ad arricchirvi. Che tanto nell’aldilà i soldi non ce li portiamo”, ha detto il poeta.
Un fiume in piena di racconti di vita personali che hanno espresso valori universali e l’essenza di un uomo attento, sensibile e consapevole.
“Sono stato molto fortunato, ho avuto una bella vita. E vorrei con tutto il cuore che per tutti fosse altrettanto”, ha sottolineato il maestro.
Mogol ha scritto oltre 1500 canzoni, 75 solo per Battisti, ma anche per Mina, Cocciante, Mango.
Proprio riguardo al cantante lucano dal timbro di voce unico, ha raccontato un aneddoto: “Il mio ultimo figlio Francesco un giorno mi chiamò, e mi accompagnò con la sua auto che aveva appena comprato. Facemmo un viaggio particolare, mentre ascoltavamo le canzoni di Mango vedemmo sulla strada diversi arcobaleni. Una giornata particolare, perché non aveva piovuto, neanche il giorno prima. Dormimmo in albergo. La mattina quando ci svegliammo appresi la notizia che Mango era morto. Credo ci sia una grande lezione in questo. I morti comunicano con i vivi molto più di quanto facciano i vivi. Il loro tramite è l’arcobaleno”. Ha spiegato Mogol raccontando come è nata la canzone Arcobaleno, musica di Gianni Bella e cantata da Adriano Celentano
Una sorgente luminosa e infinita di parole, di bellezza, di semplicità che ha illuminato ed emozionato una platea di occhi lucidi.
Le canzoni di Mogol resteranno immortali perché immortali sono le emozioni che ha saputo tradurre in parole.
Tutti sono stati davanti a uno scoglio che sembrava arginare il mare; tutti hanno dedicato a qualcuno il loro canto libero…
Chi non ha inseguito una libellula in un prato un giorno che aveva rotto col passato?
Chi non ha incartato il suo pacco con il nastro rosa temendo di aver sbagliato la sua spesa o la sua sposa?
Tutti sono dentro quella tristezza che quando cade in fondo al cuore come la neve non fa rumore…
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza – Daniela Gimmelli moglie del maestro
E mentre si guardavano gli occhi delle persone in sala sulle parole e le note di “Anche per te”, una delle più belle canzoni mai scritte, non si poteva non pensare alla capacità unica di Mogol di parlare a tutti.
Bastava guardare il pubblico per capire che lì dentro, tra quelle righe, Mogol aveva abbracciato senza saperlo e più volte nella loro vita tutte le persone presenti in sala senza conoscerle: “Per te che aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne; per te che entri chiesa e preghi piano, e intanto pensi al mondo, ormai, per te così lontano; per te che un errore ti è costato tanto, che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto”.
Un incontro che nessuno dei presenti ieri scorderà. Un incontro con un uomo straordinario, che ha avuto un dono straordinario: quello di prestare le parole alle emozioni di tutti. Quello di dire come si chiamano quelle cose che abbiamo dentro l’anima. Di sapere le cose e saperle raccontare.
Perché in fondo cultura è questo: sapere le cose ma saperle anche condividere.
Altrimenti si resta a metà.
In molti hanno ringraziato il direttore Carlo Galeotti, per aver regalato una grande emozione.
Quella di accarezzare attraverso Mogol i nostri ricordi e pure la nostra anima…
Irene Temperini
Prossimo grande appuntamento con Gino Roncaglia filosofo esperto di intelligenza artificiale mercoledì 15 ottobre alle 18 – Fondazione Carivit centro culturale Valle Faul auditorium Aldo Perugi via Faul, 24 – 26 a Viterbo – Intervista il rettore Stefano Ubertini.
Cliccami per vedere il programma dei Pirati della Bellezza 2025
Università degli Studi della Tuscia Provincia di Viterbo
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