Viterbo – Cecilia Sala: “Quando mi hanno rapita, mi sono chiesta quanto avrei retto prima di impazzire’’. Cecilia Sala entra accolta dal pubblico numeroso e caloroso del festival I Pirati della Bellezza, al quinto appuntamento, nell’auditorio della Fondazione Carivit a Valle Faul. Pubblico che le tributa un grande applauso e riempie le due sale disponibili.
I Pirati della Bellezza – Cecilia Sala
Si percepisce subito, dalle prime battute, che sarà un incontro pieno di significato e intensità quello che vede l’auditorium della Fondazione Carivit strapieno per ascoltare la giornalista in dialogo con Patrizia Prosperi e Carlo Galeotti.
“È stato sempre il mio sogno fare l’inviata di guerra. Non mi appassionava scrivere dei retroscena di qualche partito della maggioranza o della minoranza, ma l’idea di andare a seguire gli eventi che cambiano la storia, sul campo”, afferma subito rispondendo alla prima domanda.
Ha trent’anni Cecilia Sala, lo sguardo pulito, gli occhi che sono come due fari puntati sul mondo, e il cuore di chi ha fatto una scelta precisa.
“Quello che mi interessa è l’aspetto umano – dice la Sala – sono le storie delle persone che raccontate ci aiutano ad evitare l’assuefazione. Il pubblico si stanca e si abitua ai numeri. Non può essere solo una conta delle vittime o degli attacchi il racconto di un conflitto”.
La guerra tra Russia e Ucraina è un teatro che Cecilia Sala conosce bene, e racconta di come aiutò nel 2022 una famiglia a cercare il bisnonno di un ragazzo ucraino che vive a Latina, perché la famiglia aveva scoperto che il novantenne era ancora vivo.
“Era un cittadino russo che aveva il passaporto russo pur vivendo in Ucraina. Vladimir a 18 anni ha falsificato i documenti pur di andare a combattere il nazismo. Parlando mi chiede quanti morti ci sono. E mi racconta che almeno lui quando combatteva, sapeva perché lo faceva. Ho pensato a quanto sia stato straziante per questi ragazzi russi che si sono ritrovati a sparare in luoghi dove vivevano i loro familiari. La storia di Vladimir era la storia di un uomo, ma anche la storia che smentiva la propaganda. Dimostrando che la propaganda mentiva. Le storie umane servono a questo, a tenere alta l’empatia”.
I Pirati della Bellezza – Cecilia Sala con Patrizia Prosperi
Sala racconta di essere tornata da pochi giorni da Israele, una realtà che conosce bene: “Israele più la Palestina e la Cisgiordania insieme non fanno neanche la Toscana. Oggi i giovani palestinesi e israeliani non si incontrano più. Non conoscersi aiuta a disumanizzarsi”.
Una situazione delicata, con la maggioranza dei giovani israeliani che è contraria alla soluzione di due popoli due stati.
“In Israele ci sono tantissimi giovani – racconta Sala -. I giovani pensano che la mescolanza del sangue sia una cosa tremenda. Non ci sono più memorie o insegnamenti della storia. La memoria dell’Olocausto è molto più nostra”.
Da una decina di giorni si è trovato un accordo per una prima fase di risoluzione del conflitto. Una tregua che da molti è ritenuta instabile. Imposta da Trump.
“Intanto questa prima fase c’è ed è un grandissimo successo – spiega Cecilia Sala -. Pochi si sarebbero immaginati fino a due settimane fa questa situazione. La fase due dell’intesa è molto complicata, anche se Trump ha la forza di imporsi su Netanyahu. Se Trump insiste vedremo una forza di stabilizzazione su Gaza, e a quel punto si assisterà a un’altra fase”.
“In tutto questo, l’Onu che ruolo ha? Sembra completamente assente”. Chiede il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti.
“L’Onu esiste, parla, stabilisce e giudica, ma non fa e non opera. Trump e Netanyahu non tengono affatto in considerazione l’Onu”, risponde netta la Sala.
I Pirati della Bellezza – Cecilia Sala con Carlo Galeotti
E poi ancora analisi lucide su Putin e Trump e sugli scenari di politica internazionale, fino ad arrivare all’ultima domanda, quella che pesa di più fare e quella a cui emoziona di più rispondere, sul rapimento della giornalista avvenuto dieci mesi fa in Iran.
“Ero a Teheran – racconta la giornalista – mi trovavo in albergo, seduta sul letto a registrare una puntata. Bussano alla mia stanza, io dico, pensando fosse qualcuno dell’albergo, che non ho bisogno di niente. Bussano di nuovo e mi trovo davanti due uomini che mi prendono il telefono, mi incappucciano e mi portano via. Mi trasferiscono in una cella di isolamento. In cella non vedo, non ho né gli occhiali né le lenti, mi hanno tolto tutto. Quando mi portano fuori non vedo, perché per portarti fuori ti incappucciano. In quei giorni mi sono chiesta ‘quanto reggo prima di impazzire? Quanto reggo prima di tornare diversa da come sono partita?’”.
I Pirati della Bellezza – Cecilia Sala
Ha la voce spezzata dall’emozione Cecilia Sala, e gli occhi lucidi. Di colpo dimostra la gioventù e la fragilità dei suoi trent’anni anni, e il pubblico che questo lo sente, le regala un grande applauso, che è come un grande abbraccio.
“Ero detenuta nel reparto 209, quello dell’intelligence, non avevo nessun accesso all’informazione da fuori – racconta Cecilia Sala -. Sapevo che dovevo essere liberata prima dell’insediamento di Trump e prima che scoppiasse la guerra tra Israele e Iran. Sapevo che avevo poco tempo. Il governo italiano si è mosso benissimo. Nessuno è stato fortunato come me. La mia fortuna è stata la loro bravura. C’è stata rapidità, capacità, in un accordo che tendenzialmente, lo sappiamo, non prevede dei regali”.
L’ultimo pensiero è per una collega francese, detenuta nello stesso carcere: “Spero che il governo francese porti presto indietro Cecile, una collega che ha il mio stesso nome, in francese. Ma lei non è stata fortunata come me. È da tre anni che è lì. Spero con tutto il cuore possa uscire presto”.
Al termine, consegna del Pinocchio disegnato dalla brava Chiara Narduzzi, foto e autografi dei tanti che hanno voluto far firmare la loro copia e conoscere Cecilia Sala, stringendole la mano.
Il festival prosegue giovedì quando sarà la volta del giornalista Francesco Cancellato, direttore di Fanpage. Appuntamento alle 18 all’auditorium di Unindustria.
Irene Temperini
Il prossimo evento dei Pirati della Bellezza vede come ospite Francesco Cancellato, giornalista, saggista, direttore responsabile del giornale online Fanpage. L’appuntamento è all’auditorium di Unidustria giovedì 23 ottobre alle ore 18.
Francesco Cancellato
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