Montefiascone – Sarà ascoltato in aula il prossimo mese di febbraio il rapinatore reo confesso del colpo al distributore di Montefiascone, messo a segno da due banditi del posto travestiti da imbianchini la mattina del 13 ottobre 2023. Avendo collaborato l’uomo ha potuto accedere al patteggiamento, con sentenza diventata nel frattempo definitiva, usufruendo dello sconto di un terzo della pena. Fu lui a indicare il complice, a casa del quale fu trovata la pistola.
Montefiascone – Carabinieri – La pistola sequestrata
Il processo col rito ordinario al presunto complice, D.M., difeso dall’avvocato Orietta Celeste, è ripreso ieri mattina davanti al collegio, con la pm Aurora Mariotti che ha sentito per l’accusa uno dei carabinieri che si sono occupati delle indagini, ottenendo riscontri nell’immediatezza sugli autori della rapina alla stazione di servizio di via Santa Maria delle Grazie.
A tradire i malviventi, nonostante l’applicazione di targhe rubate, è stata l’auto della moglie del futuro reo confesso: “L’ha accompagnata al lavoro, poi è andato a fare la rapina con la sua Citroen C3 bianca, ripresa dalla videosorveglianza. Le targhe erano in un magazzino al piano terra di casa, le tute bianche in un cassonetto per gli indumenti, la pistola a casa dell’imputato, ma ci disse che era una scacciacani di libera vendita”. La proprietaria dell’auto delle targhe rubate, intanto, aveva regolarmente sporto denuncia.
Tanta fatica per un bottino assai modesto, vista impossibilità di accedere all’incasso. I rapinatori piombarono a tutta velocità con una macchina bianca nel piazzale e picchiarono selvaggiamente l’addetto che si trovava all’interno del gabbiotto. Vittima un giovane nigeriano, diventato nel frattempo irreperibile per cui è stato acquisito il verbale di denuncia, cui i banditi rubarono i 400 euro dello stipendio preso la sera prima. “Dopo averlo fatto inginocchiare e avergli puntato l’arma sulla testa”, ha riferito al collegio la primavera scorsa uno dei carabinieri che hanno soccorso la vittima, uno straniero diventato nel frattempo irreperibile.
Il successivo primo novembre, a due settimane di distanza, grazie alla videosorveglianza e al ritrovamento della pistola e delle tute utilizzate per il camuffamento, i carabinieri della compagnia di Montefiascone hanno notificato alla coppia le misure cautelari dell’obbligo di dimora” per uno degli autori e dell’obbligo di firma giornaliero presso la locale caserma per l’altro. L’obbligo di firma è stato revocato all’imputato lo scorso 8 aprile.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
