Viterbo – Oggi, giovedì 23 ottobre alle 18, all’Auditorium di Unindustria, a Valle Faul, Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, sarà protagonista del nuovo incontro dei Pirati della Bellezza.
Francesco Cancellato
Titolo dell’appuntamento: “Nel continente nero. La destra alla conquista dell’Europa”. Un evento che non sarà soltanto la presentazione di un libro, ma anche l’occasione per affrontare uno dei casi più inquietanti che hanno toccato il giornalismo italiano negli ultimi mesi: lo spionaggio digitale tramite lo spyware israeliano Graphite, sviluppato dalla società Paragon Solutions.
Nel gennaio scorso, Cancellato ha ricevuto da Meta, tramite un avviso su WhatsApp, la comunicazione che il suo telefono era stato infettato da Graphite. La notifica è stata poi confermata dagli esperti del Citizen Lab, centro canadese di ricerca che monitora gli abusi legati agli strumenti di sorveglianza. Secondo un’inchiesta internazionale, il software di Paragon sarebbe stato usato in almeno venti paesi, colpendo oltre novanta tra giornalisti e attivisti, tra cui sette italiani. Cancellato è uno di loro. La vicenda ha aperto un fronte politico e istituzionale tutt’altro che secondario.
In una dichiarazione ufficiale, Paragon Solutions ha affermato: “L’azienda ha offerto sia al governo che al parlamento italiano un modo per determinare se il suo sistema fosse stato utilizzato contro il giornalista in violazione della legge italiana e dei termini contrattuali. Poiché le autorità italiane hanno scelto di non procedere con questa soluzione, Paragon ha risolto i suoi contratti in Italia”. Un passo che lascia aperte molte domande: chi ha utilizzato lo spyware? Per conto di chi? E soprattutto, perché lo stato non ha voluto verificare? Il caso Cancellato mette in luce un vuoto normativo e politico che riguarda la tutela della privacy, la libertà d’informazione e la trasparenza democratica.
In Italia non esistono regole né controlli adeguati sull’uso di spyware di tipo militare: tecnologie potentissime che finiscono nelle mani di società private straniere, fuori da ogni tutela pubblica e trasparenza democratica.
Un cortocircuito che tocca al cuore la libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati.
La presenza di Cancellato ai Pirati della Bellezza, dunque, non è solo la presentazione di un libro, che pure è un’inchiesta puntuale sull’ascesa delle destre in Europa, ma un appello civico e culturale alla responsabilità politica, alla trasparenza, alla tutela della libertà d’espressione. Un’occasione per riflettere sul ruolo del giornalismo in una democrazia in cui il controllo delle tecnologie può trasformarsi silenziosamente in un controllo delle persone.
Patrizia Prosperi
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