Viterbo – “Non credevo possibile si potessero dire queste parole”. Sono questi i primi versi del brano con cui Mogol vince il suo primo festival di Sanremo nel 1961 ed è curioso come siano precisi nella descrizione della sensazione che si prova nel confrontarsi con l’immenso patrimonio artistico che questo autore ci ha donato nel corso degli anni.
Mogol
Mogol, da molti considerato il poeta della musica italiana, inizia la sua carriera nella seconda metà degli anni ’50 e collabora con numerosissimi artisti della cultura Pop e Beat di quei decenni, arrivando a vincere il suo secondo festival di Sanremo nel 1965 (“Se piangi, se ridi”) e distinguendosi anche in quella che era la tendenza dell’epoca: tradurre i testi di canzoni anglo-americane (“Sognando la California”, “Senza Luce”).
Nella seconda metà degli anni ’60 inizia quello che diventerà uno dei punti cardine della nostra discografia: il sodalizio Battisti-Mogol. Dopo un inizio in sordina, il duo spicca definitivamente il volo con il successo di “Un’avventura” al Festival di Sanremo del 1969.
La collaborazione tra i due andrà avanti per molti anni regalandoci perle intramontabili come Emozioni, Il mio canto libero, Acqua azzurra acqua chiara, Pensieri e parole, fino ad arrivare al loro ultimo album Una giornata uggiosa del 1980.
La produzione artistica di Mogol vanta nomi di innumerevoli artisti, tra cui Celentano, Mina, Morandi, ed è sempre stata rappresentativa di quella che viene comunemente chiamata “canzonetta all’italiana“: un genere leggero, lontano da temi politici o socialmente impegnati, e caratterizzato da un carattere profondamente popolare che è sempre stato molto a cuore all’autore e che si è consolidato nel diventare parte integrante della nostra memoria collettiva.
Gli ospiti dei Pirati della bellezza 2025
Le sue frasi hanno scandito le vite di intere generazioni, e non è un caso se nel 2018 l’assemblea degli associati Siae ha deciso all’unanimità di proporne a Mogol la presidenza.
È proprio sul risveglio di questa memoria emotiva collettiva che si costruisce lo spettacolo “Musica e Parole”, in scena lunedì 13 ottobre all’auditorium dell’Università della Tuscia nell’ambito del festival I pirati della bellezza: un momento all’insegna della musica e della parola, che porterà a ripercorrere tutte le emozioni di una grande carriera, tra musica dal vivo, aneddoti e racconti dello stesso Mogol.
Se è vero che, per citare il maestro, “poeta è non solo colui che sa comunicare profonde emozioni, ma anche chi è in grado di riceverle”, ci auguriamo che alla fine della serata ognuno dei presenti riesca a tornare a casa sentendosi un po’ più poeta di quando è arrivato.
Marta Bruzzichelli
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