Viterbo – È stata una serata davvero speciale quella di ieri sera all’Università della Tuscia, che i Pirati della Bellezza ha dedicato a Mogol.
Fin dai primi momenti, l’artista sembrava fremere: desiderava arrivare presto al cuore dello spettacolo, come se avesse in serbo qualcosa di grande. E così è stato.
Accompagnato al pianoforte dal maestro Giuseppe Barbera, Mogol ha condotto una grande lezione di musica e di vita. Il maestro ha ricevuto dal rettore Stefano Ubertini il sigillo di ateneo, la massima onorificenza dell’Unitus. Con una magistrale laudatio della professoressa Maddalena Vallozza.
Ha raccontato il senso profondo delle parole, il loro potere di legare le persone e le generazioni, la loro capacità di attraversare il tempo.
Con brani come Acqua azzurra acqua chiara, Emozioni, Anche per te, Con il nastro rosa, ha coinvolto il pubblico in un canto corale e commosso, unendosi lui stesso alla platea, in un momento di pura condivisione e di poesia.
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza
Mogol ha preso il microfono e, con il pubblico e con il maestro Barbera, ha ripercorso le storiche canzoni unendosi al coro dal palco: una dolcezza infinita è emersa da quelle parole e da quella musica.
“Quando il corpo canta produce endorfina, e l’endorfina fa stare bene”. ha detto il poeta, spiegando con semplicità il potere fisico e spirituale della musica.
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza
Non sono mancate altre sorprese, quando, sollecitato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, ha dato un senso al brano L’arcobaleno, scritto per Lucio Battisti, interpretato da Adriano Celentano, con musiche di Gianni Bella.
Un ponte, ha spiegato, tra la vita terrena e l’aldilà. Un messaggio che trascende la morte, un filo invisibile che unisce chi resta a chi è andato oltre.
Tra racconto e canto, l’auditorium si è trasformato in uno spazio sospeso, dove la memoria si è fatta emozione e la musica ha penetrato spazi intimi di tenerezza.
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza
Un momento di grazia, in cui ogni parola sembrava vibrare di significato, ogni nota apriva una ferita dolce, e dove in quello spazio fisico si percepiva la gratitudine verso un artista, un uomo, che ci ha accompagnato con i suoi brani in tanti, diversi momenti della vita di tutti.
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza – Il rettore Stefano Ubertini
Poi il maestro ha dedicato un brano alla moglie Daniela Gimmelli, una canzone nata dalla consapevolezza del tempo che passa e dell’amore che rimane.
Tra quelle parole, tutto è diventato più vero, più fragile, più umano.
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza – Daniela Gimmelli moglie del maestro
Alla fine, Mogol ha salutato un pubblico emozionato e riconoscente.
Un pubblico che per una sera ha cantato con lui, ha riso e ha pianto, ha riscoperto la forza semplice della bellezza condivisa.
Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza – Carlo Galeotti
E se è vero che, come dice lui stesso, “poeta è non solo colui che sa comunicare profonde emozioni, ma anche chi è in grado di riceverle”, allora ieri sera l’auditorium di Santa Maria in Gradi è stato un arcobaleno di anime in ascolto.
Un ponte tra cielo e terra.
Tra Mogol e tutti i suoi amici di sempre.
Patrizia Prosperi
Prossimo grande appuntamento con Gino Roncaglia filosofo esperto di intelligenza artificiale mercoledì 15 ottobre alle 18 – Fondazione Carivit centro culturale Valle Faul auditorium Aldo Perugi via Faul, 24 – 26 a Viterbo – Intervista il rettore Stefano Ubertini.
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