Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza ha chiuso il Giubileo a Viterbo.
Ieri pomeriggio, nella basilica di Santa Maria della Quercia, alla presenza delle istituzioni civili e religiose e di oltre quaranta sacerdoti della diocesi di Viterbo, il vescovo Orazio Francesco Piazza ha chiuso ufficialmente, con una celebrazione solenne, il Giubileo nella città dei papi.
La Quercia – Il vescovo Orazio Francesco Piazza chiude il Giubileo
Il coro polifonico dell’Unione musicale viterbese “Adriano Ceccarini”, diretto dal maestro don Roberto Bracaccini, ha animato la celebrazione.
“Sono felice di essere qui in mezzo a voi stasera, di vedere riunita la famiglia ecclesiale e quella civile, con cui abbiamo condiviso tanti momenti in questo anno giubilare – ha esordito nella sua omelia il vescovo Piazza –. Il territorio si è rivitalizzato nel corso di questo anno giubilare, e la parola speranza l’abbiamo declinata in varie forme, ricevendo una grande grazia e prendendo coscienza di come quella parola, speranza, fosse non marginale ma essenziale nella nostra vita. C’è stato un fiorire di attività e una grande sinergia. Voglio ringraziare per questo i miei sacerdoti, le istituzioni che ci hanno accompagnato in questo anno e tutti voi per l’impegno che avete messo”.
Un Giubileo che il vescovo Piazza aveva aperto esattamente un anno fa, il 29 dicembre 2024, nella cattedrale di San Lorenzo e che ieri ha chiuso nella basilica di Santa Maria della Quercia.
“Ho voluto che fosse chiuso qui perché questo è il santuario della Madonna della Quercia, la patrona della diocesi di Viterbo – ha spiegato Piazza –. Qui siamo sotto lo sguardo di Maria. Ognuno di noi si porta dentro il suo Giubileo. Chi di noi non è stato un po’ cambiato dal Giubileo? – ha detto Piazza a una basilica gremita per l’occasione -. In ognuno di noi deve maturare la consapevolezza e l’entusiasmo di quello che abbiamo vissuto. Dobbiamo mantenere la gioia maturata nel cuore in questo anno speciale e portarla nel nostro cammino. La speranza ha una sola radice, la parola amore”.
Un cammino non sempre semplice, che spesso pone la cristianità davanti a sfide e ostacoli.
“Possiamo esprimere nelle difficoltà la potenza della vita – ha proseguito Piazza –. Non possiamo inseguire il politicamente corretto. Come cristiani siamo stati e siamo messi davanti a delle sfide. Il Santo Padre recentemente ha detto che non dobbiamo temere di essere derisi quando facciamo scelte non condivise. Ci dobbiamo chiedere in cosa abbiamo avuto pazienza, speranza e misericordia in questo anno speciale e continuare questo cammino, insieme”.
Una cerimonia solenne quella di ieri sera che non ha visto la chiusura della porta santa. Il vescovo Piazza ha spiegato il motivo.
“La porta santa non si chiude perché la porta santa è il Signore, una porta sempre aperta. Grazie, fratelli sacerdoti – ha detto Piazza – per come avete vissuto i tanti impegni. Questi pesi sono diventati occasione per rigenerarci. Il Giubileo ci ha consegnato la grazia per centrarci il cuore nel Signore, ora dobbiamo far camminare la speranza.
Dobbiamo camminare insieme, istituzioni civili e religiose – ha concluso Piazza –. Coraggio, guardiamo avanti, perché anche le difficoltà ci aiutino a vedere la forza della speranza che abita il nostro cuore”.
La celebrazione si è conclusa con il canto del Te Deum, inno di ringraziamento per il cammino fatto e per quello da iniziare con l’anno nuovo, e con la benedizione finale del vescovo che, nell’occasione, ha rivolto gli auguri di buon anno alle centinaia di persone intervenute, auspicando di poter continuare a camminare insieme, con fiducia e speranza.
Irene Temperini
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